Ieri ho visto un post di Bassolino. Si vantava mostrando la foto di piazza del Plebiscito piena di auto parcheggiate e poi quella della piazza vuota.
Non ho potuto fare a meno di pensare subito alle nostre campagne prima piene di pescheti in fiore e poi di balle di spazzatura, discariche o palazzoni. I due sindaci di Napoli più longevi Bassolino e De Magistris pensano che aver liberato Piazza del Plebiscito o il lungomare dalle auto è un risultato di cui vantarsi. Una grande scelta politica. Entrambi hanno una visione della città “stretta” che è stata la rovina assoluta di Napoli.
Nel corso degli ultimi trent’anni il capoluogo ha scaricato nella periferia Nord tutti i suoi problemi trasformando le nostre terre e distruggendo la nostra identità. Sono nati quartieri dormitorio, discariche, centri commerciali e nient’altro.
La provincia è stata trasformata in periferia. Ognuno di noi in casa ha una stanza o uno stanzino dove nascondere il disordine. Napoli ha fatto così con l’area Nord. L’ha utilizzata per spalmare povertà, problemi e disagio. E’ di ieri la notizia che la Città Metropolitana per il Recovery Fund ha deciso di stanziare milioni per gli impianti di rifiuti di Giugliano. Insomma per loro siamo solo il luogo dove portare la spazzatura.
Si investe solo in questo. Assurdo. Queste scelte sono figlie della miopia di una classe dirigente napoletana che non sa cosa significa la parola futuro: distruggendo la provincia ha solo reso peggiore la città. Potranno fare tutte le ZTL che vogliono, tirare a lustro i quartieri bene ma la periferia prima o poi vomiterà al centro i problemi.
A Giugliano ad esempio si sono trasferite da Napoli negli ultimi trent’anni più di 60.000 persone: la maggior parte di queste sono giovani coppie che non potevano permettersi una casa in centro. La città li ha messi alla porta senza offrire loro neanche un mezzo decente per poi tornarvi: una metropolitana che funzioni davvero. Queste coppie sono il futuro di Napoli e Napoli le ha abbandonate a Giugliano.
In qualsiasi altra parte del mondo il piano regolatore di Giugliano sarebbe il tema di dibattito di tutta la classe politica perché da quello dipende lo sviluppo di tutta l’area metropolitana. A Napoli al massimo si interessano della chiusura della galleria Vittoria.
Pensano a Giugliano solo quando devono prendere i voti e qui da anni trovano galoppìni pronti a consegnare il consenso in cambio di piaceri personali. Felici e contenti del loro status di moderni vassalli. Perché se la politica napoletana è miope, quella giuglianese è cieca.
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