decreto sostegni 40 miliardi

Via libera ad altri 40 miliardi di euro di ristori destinati all’economia in crisi. Il Consiglio dei ministri ha infatti esaminato nella giornata di ieri la nuova proposta di scostamento di bilancio promossa dal ministro dell’Economia, Daniele Franco. Servirà a finanziare il decreto Sostegni Bis.

Nuovo scostamento di bilancio, 40 miliardi di aiuti in arrivo

Lo scostamento verrà esaminato in Parlamento insieme al Def il prossimo 22 aprile. a pareggio di bilancio ed il Def. “Lo scostamento di ulteriori 40 miliardi è fondamentale per lenire le sofferenze di migliaia di piccole e medie imprese. Si farà con ulteriori interventi a sostegno dell’economia reale e per garantire la tenuta sociale del paese”, ha affermato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

Quasi la metà dell’extra deficit che l’esecutivo si appresta a chiedere alle Camere dovrebbe andare a finanziare un nuovo pacchetto di aiuti a fondo perduto per le imprese. Si tratta di un decreto Sostegni bis, atteso entro la fine del mese, costruito su questo schema: 20 miliardi di ristori, 15 miliardi per affrontare i costi fissi e rafforzare la liquidità delle aziende, 5 miliardi dirottati in un fondo dedicato alle opere escluse dal Recovery plan.

Come funzionerà

I nuovi indennizzi avranno meccanismi di conferimento simili a quelli già sperimentati con il primo decreto Sostegni. Ma il Governo potrebbe decidere di parametrarli su due mesi di chiusura ma la somma destinata alle imprese potrebbe essere però raddoppiata. Il primo provvedimento, infatti, destinata al commercio in crisi 11 miliardi. Ora, invece, in dote, ci sono 20 miliardi. Tradotto: ai negozianti e ai commercianti potrebbe spettare il doppio. Soldi che saranno erogati ancora una volta dall’Agenzia delle Entrate sui conto correnti dei titolari dei bar, dei ristoranti e delle altre attività colpite dalle restrizioni e dai danni del Covid.

Le iniziative economiche per fronteggiare la crisi però non si fermano qui. Tra le altre misure del decreto a favore delle imprese ci sono gli sgravi per le assunzioni, oltre un miliardo per riattivare i contratti a termine. La proroga della moratoria sui prestiti e il credito di imposta sugli affitti commerciali. Infine lo stop all’Imu sui beni strumentali per il mese di giugno e la tassa sull’occupazione di suolo pubblico. Cinque dei 40 miliardi dello scostamento confluiranno in un fondo ad hoc che da qui a sei anni sarà alimentato con risorse dello Stato per finanziare le opere escluse dal Pnrr. Progetti “meritevoli”, come li ha definiti il ministro Daniele Franco, ma rimasti fuori dal Recovery plan.

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