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Vasta operazione questa mattina della Guardia di Finanza di Napoli, Roma, Catanzaro e Reggio Calabria contro gli affari illeciti delle mafie sul business dei carburanti. A Napoli sono dieci gli arresti messi a segno ai danni di altrettanti appartenenti al clan Moccia di Afragola e al clan Mazzarella di Napoli.

Business della camorra sui carburanti: 33 arresti a Napoli e Roma

Sul fronte anti-camorra hanno operato le DDA di Napoli e Roma, a mezzo di indagini rispettivamente sul clan Moccia e sulla Max Petroli SRL. Tra le indagini condotte dalla DDA di Napoli negli ultimi 15 anni sui Moccia, quella odierna mette in luce le più attuali evidenze degli interessi della cosca nel “settore strategico dei petroli”. A conferma dell’importanza attribuita al nuovo canale “legale” di investimento, la circostanza che ad occuparsene è stato un esponente di vertice del clan, Antonio Moccia.

Gli affari sono stati conclusi attraverso contatti, ampiamente intercettati, con l’imprenditore di settore Alberto Coppola, coi commercialisti Claudio Abbondandolo e Maria Luisa Di Blasio e col faccendiere Gabriele Coppeta. Infatti Coppola utilizzava nelle proprie relazioni commerciali la sua parentela con Antonio Moccia, presentandosi all’occorrenza come suo cugino. Lo stesso Moccia qualificava Coppola pubblicamente come suo “cugino”.

Il patto tra i Bettozzi di Roma e il clan Moccia

Attraverso una serie di operazioni societarie, il gruppo entra in rapporti con la Max Petroli SRL -ora Made Petrol Italia SRL  -di Anna Bettozzi (nella foto), che aveva ereditato l’impero di Sergio Di Cesare, noto petroliere romano. La Bettozzi, trovandosi a gestire una società in grave crisi finanziaria, grazie alla conoscenza di Coppola, era riuscita a ottenere forti iniezioni di liquidità da parte di vari clan di camorra, tra cui quelli dei Moccia e dei casalesi. I nuovi flussi finanziari le avevano consentito di risollevare le sorti dell’impresa, aumentando in modo esponenziale il volume d’affari, passato da 9 milioni di euro a 370 milioni di euro in tre anni.

Risulta che la Bettozzi avrebbe sfruttato non solo il riciclaggio di denaro della camorra, ma anche i classici sistemi di frode nel settore degli oli minerali, attraverso la costituzione di 20 società “cartiere” per effettuare compravendite puramente cartolari in modo tale eludere con la MADE PETROL le pretese erariali. Ha potuto così rifornire i network delle c.d. “pompe bianche” a prezzi ancor più concorrenziali. Il successo imprenditoriale ha consentito inoltre agli indagati di mantenere un elevato tenore di vita, fatto di sontuose abitazioni, gioielli, orologi di pregio e auto di lusso.

Nel mese di maggio 2019, ad esempio, la Bettozzi fu fermata a bordo di una Rolls Royce alla frontiera di Ventimiglia (IM), mentre si recava a Cannes per partecipare all’omonimo festival del cinema. Le Fiamme Gialle la trovarono in possesso di circa € 300.000 in contanti. I successivi accertamenti presso il lussuoso albergo a Milano dove soggiornava, consentirono di rinvenire altri 1,4 milioni di euro, sempre in contanti, poi sottoposti a sequestro.

Le società cartiere dei Moccia

Nel frattempo, i Moccia hanno posto la base logistica per lo svolgimento delle attività fraudolente negli uffici napoletani di Coppola da dove venivano coordinate le commesse di materiale petrolifero e organizzato il vorticoso giro di fatturazioni per operazioni inesistenti e i movimenti finanziari (esclusivamente on-line). Per la raccolta delle ingenti somme liquide derivanti dalla frode, il clan Moccia si è avvalso di una vera e propria organizzazione parallela, autonoma e strutturata, atta al riciclaggio di elevate risorse finanziarie, gestita da “colletti bianchi”, attiva sia sul territorio partenopeo che su quello romano.

In pratica, le società “cartiere” gestite dal gruppo Coppola, una volta introitate le somme a seguito delle forniture di prodotto petrolifero, effettuavano con regolarità ingenti bonifici a società terze, simulando pagamenti di forniture mai avvenute. Quest’ultimo, mediante la propria organizzazione territoriale, provvedeva ai prelevamenti in contanti e alle restituzioni tramite “spalloni”. Nello svolgere tale attività, questo gruppo tratteneva per sé una percentuale su quanto incassato. Si trattava in buona sostanza di soldi provenienti dalle attività illecite dei clan reinvestiti in un settore economico legale, quello dei petroli, per produrre altri proventi illeciti attraverso le frodi fiscali. Un effetto moltiplicatore dell’illecito che finisce per annichilire la concorrenza, sia per i prezzi alla pompa troppo bassi per gli operatori onesti, sia perché questi ultimi indietreggiano quando capiscono che hannodi fronte imprenditori mafiosi.

L’arrivo dei Mazzarella

Antonio Moccia, Alberto Coppola e Anna Bettozzi risultano gravemente indiziati di aver stretto un accordo societario di fatto per la commissione di illeciti di cui hanno beneficiato praticamente tutti i soggetti coinvolti. Il rapporto con Alberto Coppola è stato fondamentale per la Bettozzi in quanto l’uomo è subentrato nell’azienda in un momento di evidenti difficoltà economiche e gestionali dovute anche ai problemi di salute del marito Sergio Di Cesare. La Bettozzi, infatti, è risultata donna scaltra e molto ben inserita negli ambienti del potere imprenditoriale (e non solo) capitolino, e tuttavia non all’altezza di sostituire da sola il coniuge, petroliere di collaudata esperienza.

Il patto con Coppola e Muccia dunque, ha apportato agli affari comuni la competenza “specialistica” del Coppola e soprattutto le provviste finanziare e il sostegno del potere mafioso del Moccia, le une e l’altro non soltanto ben accetti ma anche ricercati dal mondo affaristico romano. Come emerso dalle indagini napoletane, la rilevanza dell’incipiente business dei Moccia nel settore degli oli minerali. In questo settore infatti era diventato egemone proprio grazie ai prezzi super-competitivi ottenuti grazie alle frodi, provoca reazioni anche violente da parte di altri clan della camorra. Alberto Coppola subisce due attentati con esplosione di colpi di pistola, a seguito dei quali non esita a chiedere aiuto al suo referentee parente Antonio Moccia che si attiva. Ne consegue una pax mafiosa, imposta dai Moccia e suggellata con la cessione di una quota dell’impianto di carburanti al clan Mazzarella.

I nomi

Misure cautelari personali nei confronti di 33 soggetti . Disposti sequestri per circa 4.500.000 euro a Napoli e per oltre 200 milioni a Roma. Tra i reati di cui devono rispondere ci sono l’associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con minaccia o violenza, estorsione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, confisca per sproporzione, concorso nel reato, detenzione e porto illegale di armi. Hanno operato 220 Finanzieri del Comando Provinciale Napoli.

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

1. COPPETA Gabriele, nato ad Afragola il 04.04.1965;
2. COPPOLA Alberto, nato a Napoli il 19.07.1967;
3. D’AMICO Salvatore alias “O’ Pirata”, nato a Napoli il 01/08/1973;
4. LIBERTI Domenico, nato a Napoli il 26.03.1969;
5. MAZZARELLA Francesco, nato a Napoli il 14.05.1971;
6. VIVESE Giuseppe, nato a Napoli il 06.08.1983.

ARRESTI DOMICILIARI

7. ABBONDANDOLO Claudio, nato a Napoli il 22.12.1972;
8. COPPOLA Silvia, nata a Torre del Greco (NA) il 23.02.1995;
9. DI BLASIO Maria Luisa, nata a Napoli il 21.11.1950;
10. FIANDRA Aldo, nato a Casoria (NA) il 20.04.1960;

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE (a Roma)

1. AURIEMMA Ferdinando, nato a Caserta il 19.02.1979;
2. BETTOZZI Anna, nata a Roma il 27/07/1958;
3. BETTOZZI Filippo Maria, nato a Roma il 02/09/1987;
4. COPPOLA Alberto, nato a Napoli il 19.07.1967;
5. D’AGOSTINO Felice, nato a Terlizzi (BA) il 3.02.1982;
6. MERCADANTE Giuseppe, nato a Caserta il 13.01.1979;
7. MOCCIA Antonio, nato ad Afragola (NA) il 13.06.1964;
8. STRINA Roberto, nato il 20.12.1980;
9. SCHIAVONE Armando, nato a Capua (CE) il 07.12.1974.
10. VIVESE Giuseppe, nato a Napoli il 06.08.1983;

ARRESTI DOMICILIARI (a Roma)

11. CIUCCIO Raffaele, nato ad Afragola (NA) il 19.06.1964;
12. COPPOLA Eduardo, nato Napoli il 16.12.1962;
13. COPPOLA Roberta, nata a Torre del Greco (NA), il 02.03.1998;
14. COPPOLA Silvia, nata a Torre del Greco (NA) il 23.02.1995;
15. DEL BENE Vittorio, nato a Nocera Inferiore (SA) il 05.02.1981;
16. DI CESARE Virginia, nata a Roma il 25.09.1993;
17. D’APOLITO Ilario, nato a Vallo della Lucania (PZ) il 13.07.1982;
18. DI FENZA Luigi, nato a Napoli il 22.02.1954;
19. LIBERTI Domenico, nato a Napoli il 26.03.1969;
20. LIONE Marco, nato a Napoli il 31.07.1973;
21. SALVI Stefano, nato a Roma il 08.10.1979.
22. SPADAFORA Gennaro, nato a Torre del Greco (NA) il 28.10.1974;
23. TOSCANO Claudio, nato a Napoli il 13.02.1966.

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