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Prolungare le restrizioni in vigore fino al 15 aprile per contenere gli effetti della terza ondata e velocizzare il piano vaccinale. E’ questa la possibilità caldeggiata dal Comitato Tecnico Scientifico e discussa anche a Palazzo Chigi.

Chiusure fino al 15 aprile

Per ora sono supposizioni. Il 6 aprile scadrà l’attuale Dpcm e il Governo dovrà emanare un nuovo decreto che stabilisca le regole per l’Italia dopo le feste pasquali. Mario Draghi sembra deciso a confermare la suddivisione in fasce di colore attualmente in vigore. Le restrizioni già introdotte dall’ultimo provvedimento verrebbero prolungate per altre due, forse tre settimane. Significa divieto di spostamento tra regioni, coprifuoco alle 22, chiusura di barbieri, parrucchieri, centri estetici, bar e ristoranti in zona rossa, divieto di visita ad amici e parenti se non in zona gialla e arancione. Una stretta che avrebbe ulteriori ricadute su settori economici già in crisi.

«Nulla è ancora deciso», spiega il ministro Roberto Speranza, Nei prossimi giorni si runirà la cabina di regia di Governo e Cts e si sceglierà la direzione da prendere. All’interno della maggioranza la frangia dei rigoristi si scontra con quella degli aperturisti. La Lega, in particolare, chiede di riaprire al più presto dopo Pasqua le attività commerciali per ridare fiato all’economia. Ma per adesso l’unica priorità del Governo, in termini di aperture, restano le scuole, come già confermato da Mario Draghi anche nel corso del suo ultimo intervento al Senato.

Zone rosse e arancioni

A fornire lo scenario del prossimo mese è la Stampa. L’Italia non tornerà gialla dopo Pasqua. Il governo si avvierebbe a varare dunque un decreto fotocopia che, in base ai parametri attualmente in vigore, permetta di far cambiare il colore prevalente della cartina d’Italia da rosso ad arancione, escludendo ancora per un paio di settimane la possibilità di tornare al giallo. Questo significherebbe ristoranti chiusi, stop agli spostamenti tra le regioni, coprifuoco a livello nazionale a partire dalle 22.

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