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Si va verso un secondo giro di consultazioni per la formazione del possibile governo Draghi, ma cosa ne pensa il premier del reddito di cittadinanza? Quello del reddito è uno dei temi di cui si discute molto in questi giorni di incertezza politica.

Per la formazione del governo resta ancora il rebus della squadra. Ma qualche tema è stato già messo sul tavolo.

Draghi e il reddito di cittadinanza

Il Movimento 5 Stelle ha dato la propria disponibilità al sostegno di un eventuale Governo Draghi. Inizialmente il nome di Draghi non metteva d’accordo i 5 Stelle, i quali subito dopo la rottura delle trattative per la formazione del Conte-ter hanno fatto quadrato intorno all’ex premier respingendo ogni ipotesi di alternativa. Atteggiamento cambiato in appena 72 ore, con i pentastellati che adesso sono pronti ad entrare nella nuova maggioranza.

Secondo il quotidiano La Stampa il premier incaricato Draghi ha fatto un’apertura verso il M5s, garantendo a Beppe Grillo in persona che il reddito di cittadinanza può essere “migliorato e rafforzato”. Sarebbe questa dunque la posizione dell’ex presidente della Bce nei confronti del sussidio che ogni mese aiuta milioni di persone in Italia.

Nessuna sorpresa, Draghi non è mai stato contrario a sussidi per i meno abbienti. Sul Financial Times un anno fa aveva parlato della necessità di “fornire un reddito di base a chi perde il lavoro”. Draghi avrebbe anche aperto alla ipotesi di un ministro per i giovani, ipotesi che piace molto al Movimento.

Bisognerà capire chi sarà il prossimo Ministro del Lavoro, il quale dovrà decidere in merito alla politica attiva collegata al Reddito di Cittadinanza. Per adesso tra i nomi più papabili ci sono Tito Boeri ed Enrico Giovannini (che Ministro del Lavoro lo è già stato) ed entrambi in diverse interviste hanno sottolineato l’importanza di investire in questo aspetto.

Non ci sarebbe dunque alcun elemento oggi per pensare che il premier incaricato metta il reddito di cittadinanza in discussione.

Ad oggi il sussidio riguarda 3 milioni di italiani (1,25 milioni i nuclei familiari percettori di reddito o pensione di cittadinanza). L’importo medio è di 528 euro. Il percorso per trovare un posto di lavoro come previsto dal progetto è però fallito, ed è probabile che un economista pragmatico come Draghi, potrebbe mettere mano alla questione.

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