scuola campania

Stanno per terminare le feste e ora il punto dolente è la riapertura della scuole in Campania come nel resto d’Italia. Dal 7 gennaio la scuola riaprirà le porte agli studenti, essendoci già firmate ordinanze e protocolli a livello nazionale che permetteranno un rientro al 50% degli studenti con uno o due turni differenziati (lezioni dalle 8 alle 14 e dalle 10 alle 16, con durata fino a 45 minuti anche il sabato mattina). Ma le istituzioni ai vari livelli non sono tutte d’accordo.

Per quel che riguarda la Campania domani in Prefettura ci sarà una riunione per il piano di potenziamento dei trasporti in vista appunto della riapertura delle scuole. I trasporti sono stati uno dei punti deboli all’inizio della seconda ondata.

Riapertura scuole in Campania

In Campania il rientro – come ha più volte annunciato l’assessore all’Istruzione della Campania Lucia Fortini – sarà scaglionato. Si presume dunque l’ok a infanzia, materne e prima e seconda elementare già il 7 per poi arrivare forse al 25 gennaio per le superiori ma non è chiara ancora la percentuale in presenza degli alunni.

Dall’11 gennaio dunque la riapertura di tutte le classi della scuola primaria, poi dal lunedì successivo, il 18 gennaio, tutte e tre le classi della secondaria di primo grado e dal lunedì 25 la secondaria di secondo grado. Questo sarebbe il piano annunciato dall’assessore Fortini. Ma domani, in base anche al piano trasporti, il quadro potrebbe essere più chiaro. Certo ciò si cui sicuramente si terrà conto sarà anche la curva dei contagi che negli ultimi giorni ha registrato nuovi aumenti. E infatti proprio per questo il presidente De Luca ha sempre ribadito che finché non si conoscono i contagi di questi giorni non si può decretare a priori la riapertura delle scuole.

Sul rientro in classe non tutti sono favorevoli come ad esempio Walter Ricciardi, il professore di Igiene all’ Università Cattolica e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha chiesto di rinviare il ritorno in classe perché “si possono riportare i ragazzi in classe solo con una circolazione bassa del virus, non con quella attuale”.

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