Il miracolo di San Gennaro, in presenza del cardinale Crescenzio Sepe, non si è compiuto. Fallito anche l’ultimo tentativo di assistere al prodigio dello scioglimento del sangue prima e durante l’ultima messa celebrata alle 18 e 30.

Il sangue non si scioglie

Prima dell’arrivo di Sepe, l’Abate Vincenzo De Gregorio ha tenuto per molti minuti l’ampolla tra le mani nella speranza che il miracolo si compisse. Poi è stato l’arcivescovo a prendere la reliquia del santo chiamando i fedeli alla preghiera. A officiare la messa delle 18 e 30 il parroco del Duomo don Enzo Papa. Il grumo ematico è rimasto però solido all’interno dell’ampolla e i fedeli non hanno potuto gridare al miracolo neanche al termine del rito.

Sangue di San Gennaro, i precedenti nefasti

I primi tentativi di veder sciogliere il sangue, alle 9 e alle 12, sono andati a vuoto. I devoti de Santo Patrono ci hanno creduto fino all’ultimo. Lo scioglimento è un prodigio che si ripete tre volte all’anno: nei mesi di maggio, di settembre e di dicembre. Quando il miracolo non si rinnova, l’evento è considerato dai napoletani un segno infausto per il futuro della città e della regione. In passato il sangue non si è sciolto nel 1939 e nel 1940, in occasione dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1973, quando l’epidemia di colera colpì il capuoluogo campano, e infine nel 1980, due mesi prima del terremoto in Irpinia.

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