La misura cashback di Natale, pensata dal governo italiano per disincentivare l’uso del contante e spingere i pagamenti elettronici, ha già raccolto oltre cinque milioni di iscritti.

Cashback, quali acquisti possiamo fare

Tutti i pagamenti effettuati online sono esclusi dal programma. Lo stesso trattamento è riservato agli addebiti diretti su conto corrente, come i bonifici, e alle operazioni relative a pagamenti ricorrenti, con addebito su carta o su conto corrente, tramite cui avviene per esempio il saldo delle bollette della luce, del gas e del telefono.

Per lo stesso motivo non vengono conteggiati i pagamenti relativi agli abbonamenti ai servizi in streaming di Netflix, Amazon ecc. Anche le ricariche per il cellulare effettuate tramite gli sportelli Atm non vengono prese in considerazione dal sistema. Bandite le spese che rispondono a esigenze lavorative, professionali o aziendali, sarebbe a dire quelle effettuate con una carta aziendale.

Quali spese si possono fare

Le spese per l’auto, ad esempio, rientrano tra quelle autorizzate dal programma: si conteggiano i pagamenti con carte e app da elettrauti, gommisti, carrozzieri e meccanici.

Anche quando si fa il pieno di benzina si ha diritto al rimborso del 10 per cento, dunque chi spende dal benzinaio 50 euro si vedrà restituire 5 euro dallo Stato a febbraio.

Sono validi anche i pagamenti relativi a servizi resi da artigiani e professionisti: idraulici, elettricisti, medici, avvocati e architetti, giusto per fare qualche esempio.

Sì anche ai pasti a domicilio, a patto che il pagamento avvenga al momento della consegna tramite Pos. La visualizzazione delle operazioni conteggiate ai fini del cashback da parte dei partecipanti però non è immediata: le transazioni sono acquisite dal programma dopo essere state contabilizzate dagli operatori di pagamento.

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