Strisce blu, un pasticcio giuglianese.
(La vicenda della sosta spiegata bene)

A Giugliano da qualche giorno la sosta a pagamento non funziona più. Non è stato solo il Covid a fermarla: il comune ha rescisso il contratto con la ditta che aveva (dopo una serie di ricorsi) vinto la gara.

Questo è il primo punto da chiarire. La gara non è stata fatta dal comune ma dalla stazione unica appaltante perché Giugliano era stato in passato commissariato per mafia.

Quello che però ha fatto il comune (e nessuno ha controllato bene) è il piano economico. Dove, in maniera abbastanza spiccia, si decide che il costo da cui partire è 5500 euro al mese. Costo che, diciamolo subito, è quanto da sempre richiesto dalle amministrazioni giuglianesi in materia di strisce blu. Calcolare più o meno 4 euro al mese per ogni stallo.

Nel piano economico però manca un introito importante per la ditta ovvero il 30% che questa percepisce da ogni verbale. Perché il comune non solo ci guadagna con il canone mensile, ma anche con le tante multe fatte.

Però chiariamo un’altra cosa. Il comune ci guadagna perché la sosta a pagamento non permette alle persone di parcheggiare per tanto tempo, favorendo il ricambio delle auto e così agevolando il commercio. Perciò esistono le strisce blu. Non per fare soldi. Quello viene dopo.

In ogni caso il commissario Cimmino riteneva la cifra troppo a bassa ed aveva chiesto spiegazioni. Così il comune è caduto nel paradosso di dover giudicare antieconomica una cosa che lui stesso aveva fatto.

Così, dopo essersi contraddetto, ha dovuto per forza fare marcia indietro e rescindere la gara ammettendo di fatto una sua colpa.

Qualcuno ha pensato bene di sfruttare questa vicenda per fini politici adombrando anche presunti legami con la criminalità della ditta e buttando la croce sulla precedente amministrazione.

Le procedure sono passate sotto il varo dell’Anac e chi partecipa ad una gara lo decide la Prefettura non il Comune. Dobbiamo ricordare che la ditta in questione lavora anche a Mugnano, Qualiano e Marano. In quest’ultima città è entrata quando c’era la commissione “antimafia”. Mentre a Mugnano la ditta ha vinto la gara quando a capo delle finanze dell’ente c’era l’attuale assessore del Comune di Giugliano Concetta Russo. Insomma qualcuno prima di parlare dovrebbe pensarci due volte invece di darsi la zappa sui piedi.

Il tema vero però è un altro: tutto ciò è convenuto a Giugliano?

Per incassare di più in un’ipotetica gara (ora il canone finale era più di 8000 euro mensili) dovremmo non solo risolvere il contenzioso con la precedente aggiudicataria (che di certo chiederà ingenti danni) ma si dovrà anche rifare tutta la procedura.

L’ultima volta ci sono voluti più di dodici mesi. Così il Comune per un anno non incasserà nulla e dovrà sperare che la nuova gara sia più remunerativa.

Insomma non solo rischiamo di pagare un risarcimento di migliaia di euro alla ditta ma resteremo a bocca asciutta per molti mesi e, cosa più grave di tutte, avremo una sosta non regolata a danno dei nostri commercianti.

Amministrativamente era un atto dovuto, non si poteva fare altrimenti, ma da un punto di vista politico, o meglio pratico, la cura è peggio del male.

A pagare le pene però in ogni caso, come sempre, sono i cittadini di Giugliano e i suoi commercianti.

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