Il 27 novembre di 40 anni fa a Salerno, in una Campania sconvolta dal terremoto, Enrico Berlinguer mise fine al compromesso storico e condannò duramente la Dc facendo nascere quella che è passata alla storia come la “Questione morale”.

Nello stesso giorno, oggi, il Movimento 5 Stelle che aveva ricevuto la fiducia degli italiani al grido “Onestà, onestà” annetteva di fatto nella sua maggioranza di Governo Forza Italia. Dopo aver già stretto una duratura coalizione con il Pd e con Matteo Renzi. Formazioni politiche che sino a qualche anno prima erano definite di “ladri” e “mafiosi”.

Dopo 40 anni la “Questione Morale” cessa di nuovo di essere protagonista della sfera pubblica e viene sacrificata sull’altare dell’interesse politico.

Onestà e moralità parole stuprate da tutti in campagna elettorale e poi dimenticate il giorno dopo gli scrutini.

Sempre pronte per essere usate come clave contro gli avversari ma capaci di finire nell’oblio quando il mantenimento del potere lo richiede.

Vale forse la pena di rileggere insieme le parole di Enrico Berlinguer. Sembrano scritte oggi. Basterebbe sostituire qualche termine.

«Il Pci è ben consapevole che la vicenda tragica del terremoto, all’indomani delle risposte deludenti e negative del governo di fronte alla catena di scandali, di deviazioni negli apparati dello Stato e di intrighi di potere, ha fatto emergere con estrema acutezza i problemi dell’efficienza, della correttezza e della moralità della direzione politica. Il Paese è profondamente colpito da questi comportamenti: sono sempre più manifesti la sfiducia e lo sdegno.
La verità è che tutto ciò chiama in causa non semplicemente le responsabilità di uno o più ministri, o dell’attuale governo, ma un sistema di potere, una concezione e un metodo di governo che hanno generato di continuo inefficienze e confusioni nel funzionamento degli organi dello Stato, corruttele e scandali nella vita dei partiti governativi, omertà e impunità per i responsabili. La questione morale è divenuta oggi la questione nazionale più importante».

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