morto beppe modenese

E’ morto Beppe Modenese. Il mondo della moda italiano perde il suo “primo ministro”. Presidente onorario della Camera nazionale della moda italiana, Modenese è venuto a mancare ieri, sabato 21 novembre a Milano, nella sua casa in zona San Babila. Avrebbe compiuti 91 anni tra pochi giorni: il decesso è avvenuto a causa di un improvviso aggravamento delle sue condizioni di salute per motivi che non sono stati precisati.

Morto Beppe Modenese

Modenese era nato ad Alba, in Piemonte, ma era ormai milanese d’adozione: lo testimoniano, tra l’altro, l’Ambrogino d’oro che il Comune di Milano gli assegnò nel 1994 e un altro importante riconoscimento lombardo, la Rosa camuna, che Regione Lombardia gli assegnò nel 1999.

E’ l’uomo che ha dato vita alla passerella milanese, permettendo a Milano di diventare uno dei poli strategici del fashion system. È stato lui a contribuire a far diventare Milano la capitale italiana della moda: anche grazie a lui nacque nel 1978 il Salone della moda di Milano. Modenese era stato definito il “primo ministro italiano del fashion” dalla rivista americana “Women’s Wear Daily” e il “ministro dell’eleganza” da “Vogue”. Storico collaboratore di Giovanni Battista Giorgini, l’imprenditore che portò per primo le sfilate di alta moda in Italia, fu proprio Modenese a organizzare la storica sfilata presso la Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1952.

Grazie al suo impegno il “Made in Italy” nella moda si impose come un marchio riconoscibile e d’eccellenza. Nel 1985, per premiarlo dei suoi meriti “sul campo”, l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi lo aveva nominato Cavaliere. Un’onorificenza a cui in seguito si sono aggiunte quelle del Comune di Milano e di Regione Lombardia. Modenese ha tenuto per mano molti stilisti al debutto, soprattutto quando esordivano negli Stati Uniti: tra di essi Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che individuò giovanissimi nel 1985 e invitò a sfilare a Milano Collezioni.

La sua presenza agli eventi mondani non passava mai inosservata per via della sua eleganza e di quel tocco di stravaganza rappresentato dai calzini rossi che indossava sempre. Tanti coloro che lo hanno voluto ricordare: “Dobbiamo soprattutto a lui se Milano è una capitale indiscussa della Moda – ha scritto l’architetto Stefano Boeri -. Lui e Piero Pinto una presenza nobile e sofisticata negli eventi pubblici di cultura e costume. Che la terra gli sia lieve”.

 

 

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