Il presidente della regione, Vincenzo De Luca, ha risposto tramite un comunicato alle voci sulla presunta diffusione da parte dell’Unità di Crisi di dati non veritieri circa la disponibilità di posti letto negli ospedali campani per pazienti Covid. Una vicenda su cui la Procura di Napoli avrebbe aperto un’inchiesta (poi smentita dal procuratore generale Giovanni Melillo).

Napoli, il giallo dei numeri dei posti letto disponibili: parla De Luca

“Stiamo assistendo in questi giorni, in queste ore, a vicende intollerabili – dichiara De Luca -. Uno sciacallaggio mediatico senza precedenti sulla sanità campana, teso ad accreditare l’idea di manovre oscure messe in atto per nascondere la realtà“.

Il Presidente della Regione ha commentato altresì la situazione del lungomare e delle strade prese d’assalto nel weekend: “Sono clamorose e davvero insostenibili le immagini del lungomare di Napoli con assembramenti vergognosi e nella più totale assenza di ogni forma di controllo. Agli occhi dell’Italia basterebbero quelle immagini per motivare una zona strarossa al di là dei dati ospedalieri e sanitari”.

Tavolo di confronto

Alla luce di queste e altre vicende De Luca ha chiesto un tavolo di confronto con il ministro Roberto Speranza. “Chiedo al ministro della Salute un confronto di merito e pubblico sui dati oggettivi del sistema sanitario campano, nell’ambito di una verifica generale e ineludibile dei dati di tutte le regioni d’Italia. E’ indispensabile la più assoluta trasparenza. Non abbiamo da occultare né da attenuare nulla di nulla. Credo sia interesse comune non tollerare zone d’ombra e verificare con chiarezza la realtà degli ospedali, delle terapie intensive, dei ricoveri, del tasso di mortalità, del personale”.

Infine conclude: “Tutto questo, anche per rispetto del lavoro immenso fatto dal nostro personale sanitario, che ha fatto della Campania la regione con la più bassa mortalità Covid d’Italia. Tale lavoro non può essere svilito né dalle aggressioni mediatiche, né dagli esempi di irresponsabilità, che dovranno ricevere comunque risposte dure a tutela della vita dei nostri concittadini”.

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