Alla fine di questa altalena, la Campania potrebbe ritrovarsi zona arancione. Domani infatti l’Istituto Superiore di Sanità potrebbe estendere le limitazioni previste per la fascia di rischio intermedio ad altre regioni, tra cui la nostra. A rivelarlo Repubblica.

Campania, nei prossimi giorni diventerà “zona arancione”

Al momento la scelta di inserire la Campania tra le zone a rischio più contenuto si è basata sui dati trasmessi il 25 ottobre scorso. Nel frattempo, però, sono trascorsi dieci giorni. Abbastanza per rivedere il quadro epidemiologico e ridisegnare la mappa del contagio. Proprio la differenza tra i numeri e la percezione della realtà quotidiana, con gli ospedali campani al collasso e i nuovi casi che hanno sfondato il muro dei 4mila nella giornata di ieri, hanno sollevato un coro di polemiche tra governatori e sindaci.

Calabria e Sicilia, rispettivamente finite in zona rossa e zona arancione, annunciano ricorso contro il provvedimento del Governo. L’indice Rt, sostengono i detrattori di Conte, non può essere il parametro principale attraverso il quale suddividere l’Italia in fasce di rischio. Occorre considerare anche la pressione sul sistema sanitario e il numero dei positivi attuali, che favoriscono la circolazione del virus.

Cosa cambierebbe

A breve arriveranno all’Istituto Superiore della Sanità i nuovi dati. Tra domani e dopodomani i tecnici potranno indicare al Governo la necessità di portare Toscana e Campania in zona arancione, con un’ulteriore stretta sulle attività commerciali e sulla libertà di spostamento dei cittadini. A quel punto la palla passerà nelle mani del Ministro della Salute, Robero Speranza, che potrebbe adottare la decisione con un’ordinanza. Qualora questo scenario prendesse corpo, le novità più importanti per la Campania sarebbero due: divieto di uscire dai confini del proprio comune di residenza (salvo motivi di lavoro o lavoro) e chiusura per ristoranti e bar.

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