“I numeri che vengono fuori sono un disastro. E’ saltato il sistema di tracciamento”. A lanciare l’allarme in un’intervista rilascita a Il Mattino è il virologo Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova. Il professore guarda con preoccupazione all’andamento della curva epidemica e teme un inasprimento a stretto giro delle misure di contenimento.

Crisanti: “Numeri sono un disastro. Ero ottimista con un lockdown a Natale”

Crisanti, già consulente per il governatore Luca Zaia durante la prima ondata, commenta negativamente la situazione epidemiologica in Italia e teme che le nuove misure introdotte dal Governo non siano sufficienti a ridurre il numero dei contagi giornalieri, ormai superiori ai 10mila casi. “I numeri che stanno venendo fuori sono un disastro – spiega Crisanti -. Dobbiamo abbassare la curva dei contagi, ma una volta ottenuto il risultato, dobbiamo essere in grado di mantenere la curva bassa. Ma è saltato completamente il sistema di tracciamento”.

Secondo Crisanti, anziché investire su banchi a rotelle e altri strumenti, occorreva investire “sul tracciamento e sulla capacità di eseguire tamponi”. E prende ad esempio la Cina, che in pochi giorni è riuscita ad effettuare 11 milioni di tamponi.  “Non possiamo andare avanti altri sei mesi solo con le chiusure. Come mai questo piano per potenziare tamponi e tracciamento non è mai stato discusso?”, si chiede il virologo.

Il professore punta il dito contro l’organizzazione estiva della pandemia. “Quest’estate eravamo arrivati a 300 contagi al giorno, avremmo dovuto porci il problema e organizzarci per evitare che quel dato tornasse a salire mettendo in campo un reale ed efficace sistema di tracciamento e tamponi. Invece non abbiamo fatto nulla”. Infine alla domanda sull’eventualità di un nuovo lockdwn a Natale, aggiunge che “un inasprimento delle misure sarà un rapido sviluppo se quelle messe in campo non funzioneranno”.

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