Tre giovani finiti in ospedale per ferite da arma da taglio. E’ il bilancio della rissa che si è scatenata poco dopo le 23 di ieri sera in piazza a Mare, a Pozzuoli. Una banda di ragazzi, circa una cinquantina, a bordo di un’auto e di diversi scooter, armata di mazze da baseball e qualche coltello hanno seminato il panico in città. 

Pozzuoli, maxi rissa in piazza: tre finiscono in ospedale

All’arrivo degli agenti della polizia municipale, i ragazzi – tra i 16 e i 22 anni – si sono dati subito alla fuga. Grazie alle indagini, in collaborazione dei Carabinieri, è stato possibile identificare e interrogare subito quattro ragazzi. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, ha disposto la chiusura della piazza dove si è consumata la rissa. 

Stando alle prime informazioni trapelate, alla base della colluttazione ci sarebbero vecchie dissapori tra un gruppo della zona di Licola e Varcaturo e l’altro, invece, composto da ragazzi di Pozzuoli. Due componenti del gruppo di Varcaturo, che si trovavano in prossimità del porto, avrebbero visto un giovane del gruppo opposto, con cui c’erano state in passato altre colluttazioni, e a quel punto avrebbero deciso di radunare i compagni e di effettuare una vera e propria spedizione punitiva. Saranno però le indagini a confermare la dinamica dei fatti.

Il commento di Borrelli

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che sui social ha postato il video della rissa, corredato da un commento: “Ma che movida è? Davvero pensiamo che il divertimento sia fatto di risse, assembramenti, vandalismo, fuochi illegali sparati in mezzo alla strada in piena notte, ubriachezza molesta? Quanto accade nei fine settimana nelle strade frequentate dai giovani e giovanissimi non è più tollerabile. A Pozzuoli come mi hanno segnalato questo video due gruppi di trenta ragazzi, quasi tutti minorenni, si sono affrontati a colpi di casco e coltellate creando il panico e lasciando a terra due feriti. Non basta rafforzare i controlli delle forze dell’ordine sul territorio bisogna responsabilizzare le famiglie di questi ragazzi, specie se minorenni”.

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