C’è fibrillazione a Palazzo Santa Lucia. Il governatore Vincenzo De Luca è alle prese con la seconda ondata di contagi. L’ipotesi del lockdown è alle porte, ma una misura così restrittiva rischia di scatenare una protesta di piazza. La Confcommercio, infatti, ha già annunciato una mobilitazione generale dei commercianti e degli imprenditori in caso di nuova chiusura.

Campania, ipotesi mini-chiusure al posto del lockdown

C’è comunque da fare i conti con una curva dei contagi che continua a salire. Le proiezioni elaborate dall’Unità di Crisi della regione parlano di 5mila infetti da qui a fine ottobre e una progressiva saturazione delle terapie intensive.  Dopo aver disposto l’obbligo di mascherina in strada ora si parla dell’ipotesi di un nuovo lockdown in Campania. Chiudere l’intera regione non sembra al momento una possibilità concreta.

Le ipotesi in campo sono due. Introdurre nuove restrizioni che limitino soprattutto la movida e gli assembramenti in strada, come anticipato da Il Mattino. Oppure, come spiega il Sole 24, provvedimenti “chirurgici” di mini-chiusure, peraltro già presi con ordinanze ad hoc nella primavera scorsa proprio in Campania (un esempio su tutti: le palazzine di Mondragone). Laddove infatti un presidente della Regione, infatti, individui focolai o mini cluser epidemici ha facoltà di disporre con ordinanza chiusure e restrizioni.

De Luca ha sicuramente dalla sua il potere per farlo. Intanto ha imposto il test obbligatorio all’aeroporto di Napoli per chi torna dall’estero e introdotto l’obbligo dell’uso della mascherina per tutto il giorno. Il vero nodo però è quello delle scuole. L’apertura degli istituti scolastici potrebbe infatti comportare un’ulteriore crescita della curva epidemica e mettere sotto pressione le strutture sanitarie.



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