proroga stato emergenza

Si va verso la proroga dello stato d’emergenza. I contagi salgono ma la situazione è ancora sotto controllo, ma per il governo la proroga dello stato d’emergenza è l’unico modo per “gestire” la pandemia. La prossima settimana a palazzo Chigi si farà il punto sull’andamento dei contagi seguito alla riapertura delle scuole e si discuterà anche della questione degli stadi, ma una proroga viene data ormai per scontata.

Prima ancora della scadenza dello stato d’emergenza fissata per il 15, il 7 ottobre cessa il dpcm che ha fissato le misure per contenere il contagio e che vieta anche la presenza del pubblico negli stadi o nelle discoteche. Il governo, sentito il Comitato tecnico scientifico, dovrà quindi mettere mano ad un nuovo pacchetto di misure che potrebbero non essere le stesse in scadenza. Ovvio pensare che l’obbligo delle mascherine, il distanziamento, l’uso dei dispositivi di protezione, la capienza nei mezzi pubblici non cambieranno.

Proroga dello stato di emergenza

“Intanto non siamo messi come il resto dei paesi che ci circondano, infiammati dai contagi. Il lockdown generale fatto dall’Italia in primavera, è da escludere, ma nessuno ha la sfera di cristallo. Zingaretti fa bene a ribadire che se non si rispettano le regole il rischio è quello. Va ricordato a tutti che grazie al lungo lockdown, oggi siamo considerati uno dei paesi più sicuri al mondo. Quel rigoroso percorso ci consentì di rafforzare le reti sanitarie e diventare autonomi anche sulle mascherine e sui ventilatori”. Ad affermarlo, in un’intervista a ‘La Stampa’, è il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia precisando che in merito alla possibilità di nuove chiusure tra regioni “ora ipotizzare chiusure è sbagliato, certo dobbiamo lavorare sul rispetto rigoroso delle regole”.

Valutazioni suppletive verranno fatte sugli stadi e sulla partecipazione ad eventi sportivi, come sul trasporto ferroviario che potrebbe essere incrementato nei numeri dei viaggiatori. Sugli stadi è possibile che si arrivi ad un incremento del pubblico. A spingere per una proroga è il ministro della Salute Roberto Speranza che, sollecitato dal Cts, ha già sollecitato una rapida valutazione da parte del governo in un Consiglio dei ministri che potrebbe tenersi la prossima settimana. La curva dei contagi in salita preoccupa gli esperti.

I poteri del governo

La fine dello stato d’emergenza segnerebbe anche la fine dello smart working. Le misure eccezionali che derivano dallo stato d’emergenza permettono anche gli acquisti accelerati di tutto ciò che occorre per affrontare il Covid-19: mascherine, camici e dispositivi di protezione, i banchi per le scuole e anche dosi di vaccino antinfluenzale.

Inoltre resterà nei poteri del governo imporre controlli sanitari supplementari per chi arriva da paesi ritenuti a rischio. Parlando ieri al festival dell’Economia di Trento, Conte ha escluso pubblicamente “un nuovo lockdown nazionale perché siamo in una situazione diversa rispetto a quella di inizio anno”. Come già affermato dal ministro della Salute Roberto Speranza, ha anche confermato che potrebbero esserci delle chiusure circoscritte «se si svilupperanno dei cluster» «perché abbiamo un sistema sofisticatissimo per incrociare i dati». Eventualità sottolineata anche dal segretario del Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti che non esclude chiusure: «Se non rispettiamo le regole andiamo a finire lì».



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