Prima non le permettono di fare il tampone al suo rientro in Italia, poi smarriscono l’esito di un primo test, infine le comunicano “erroneamente” di essere risultata negativa per poi rettificare qualche ora dopo: è positiva al Covid-19.

Frattaminore, sbagliato l’esito del test: incubo per una ragazza rientrata dall’estero

Quel che è accaduto ad una ragazza di Frattaminore, nel napoletano, ha dell’incredibile. Un incubo – legato all’iter per avere l’esito del tampone più che ai sintomi del virus – che dura già da 10 giorni e cui, ancora, non si può mettere la parola fine. Ma partiamo dall’inizio.

Angela, 26enne della provincia di Napoli, ci racconta di essere rientrata dalle vacanze in Spagna la sera del 21 agosto. Secondo quanto disposto dal Ministero della Salute, avrebbe dovuto sottoporsi al tampone per escludere un eventuale contagio da Coronavirus direttamente in aeroporto. Il suo aereo, però, è atterrato a Roma Fiumicino alle 21:30 mentre i tamponi potevano essere effettuati solo fino alle ore 18:00. A lei, dunque, come al resto dei passeggeri, viene comunicato che dovrà sottoporsi al test in un secondo momento.

Rientrata in Campania in treno – prosegue a raccontarci – sceglie di mettersi in isolamento preventivo in un vecchio appartamento disabitato per non rischiare di contagiare la sua famiglia. Il giorno seguente è però sabato, dunque weekend, e né l’ASL di riferimento né il suo medico curante riescono a fornirle informazioni esaustive su dove e quando effettuare il tampone.

La ragazza, di sua iniziativa, decide così di recarsi a Castellammare dove il sindaco, Gaetano Cimmino, ha attivato una procedura di tamponi in drive-in per i suoi concittadini. Nonostante non sia quella la sua città, Angela spiega al personale sanitario la sua situazione, insiste e, dopo un po’, riesce a farsi fare il tampone.

Tampone prima negativo e poi positivo. Paura per i familiari

Dopo le 48 ore di prassi, il risultato non arriva. La giovane – che aveva il matrimonio del fratello a breve ma soprattutto un padre con patologie pregresse che non aveva potuto riabbracciare – continua la sua quarantena ma, nel giro di chiamate tra l’asl di riferimento (ASL NAPOLI 2) e l’asl di Castellammare (ASL NAPOLI 3) viene a sapere che il tampone si è perso.

Il giorno seguente, mercoledì 26 agosto, effettua così un secondo tampone: questa volta presso l’ospedale di Pozzuoli (ASL NAPOLI 2). Passano ancora 5 giorni e, non avendo ricevuto ancora risposta, nella mattina di lunedì 31 agosto, chiama la sua ASL di riferimento (ASL di Giugliano) e le viene detto, a voce, che il responso c’è: è negativa al Covid-19.

Ovviamente, sollevata e alleggerita, ritorna a casa sua. Abbraccia i genitori, pranza con loro. Fa la doccia nel suo bagno. Nel pomeriggio dello stesso giorno, però, alle 15 circa, riceve una telefonata dalla stessa ASL o e le viene comunicato che c’è un’incongruenza in merito al risultato del suo tampone e che, in realtà, risulta positiva al Coronavirus.

L’ASL risponde alla comprensiva indignazione della ragazza dicendo che a loro spetta solo visionare e comunicare il risultato del test e che tutto dipende dal Cotugno, l’ospedale in cui vengono analizzati i tamponi.

“Ad oggi –  si sfoga ai nostri microfoni Angela  –  non solo io ma anche i miei genitori si trovano in quarantena, e questo non per la mia mancanza di rispetto, o responsabilità, ma per un sistema sanitario che, in un momento così delicato come quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo durante questa emergenza sanitaria, mostra ancora una volta tutti i suoi punti deboli, che si riversano, inevitabilmente, su tutti noi”.

La ragazza, che tra pochi giorni festeggerà il suo 27esimo compleanno in quarantena, al momento non risulta avere sintomi da Coronavirus anche se si dice psicologicamente molto provata. Non ha partecipato al matrimonio del fratello e aspetta, insieme alla mamma e al papà, di essere chiamata per effettuare un altro tampone.

 

Rettifica esito tampone
Primo esito tampone


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