E’ mistero sulle sorti del pentito Filippo Caracallo. Le voci di un presunto decesso del collaboratore di giustizia del clan Mallardo, che da qualche anno lotterebbe contro un brutto male, si fanno sempre più insistenti a Giugliano, tra cittadini, investigatori e avvocati. Dopo tante “voci di popolo”, ieri la conferma del decesso sarebbe arrivata nel corso di un procedimento civile che lo vedeva coinvolto per motivi familiari. La morte sarebbe avvenuta lo scorso 27 giugno ma da fonti ufficiali nessuno sa niente o conferma.

Giugliano, il mistero della morte del pentito Caracallo

Nel frattempo però, sempre nella giornata di ieri, dal profilo social del pentito sono arrivate nuove foto con la compagna, abbracciati e sorridenti da quella che dovrebbe essere una località protetta dopo le dichiarazioni rese alla giustizia. E secondo qualcuno potrebbero essere stati proprio questi comportamenti a far propendere ad un cambio identità per motivi di sicurezza.

Era l’estate dal 2018 quando Caracallo bussò alla caserma dei carabinieri di Giugliano e, davanti all’allora capitano Antonio De Lise, chiese protezione e iniziò ad autoaccusarsi di estorsioni e omicidi commessi da inizio da anni ’90. I suoi verbali hanno portato anche allo stop alle scarcerazioni di due pezzi da 90 che sarebbero tornati in città per guidare la cosca dei Carlantonio: Michele Olimpio alias ‘o bumbularo e Francesco Napolitano, accusati del ‘’cold case’ dell’omicidio di Mario Di Lorenzo nel ’96. Dichiarazioni pesanti sono arrivate però anche per l’omicidio di Vincenzo Pollastro del ’98, i fratelli D’Alterio, e il delitto dell’imprenditore Autuori nel Salernitano.

Ora è mistero sull’ex affiliato originario del quartiere San Nicola, che molti danno per morto, e su come sia possibile che un pentito di camorra possa esibire la sua nuova vita su Facebook, in barba al sistema di protezione previsto in questi casi.



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