Si ritorna a ballare a Napoli. Tra venerdì e sabato il governatore Vincenzo De Luca emanerà una nuova ordinanza per dare di nuovo il via libera alla movida notturna. Il Presidente della Regione alleggerirà ulteriormente le restrizioni previste nella fase 2 per i locali.

Discoteche, si ritorna a ballare a Napoli

Dopo settimane con pochissimi contagi, il governatore ha deciso di accogliere le istanze degli imprenditori del settore del divertimento. Si ballerà di nuovo nelle discoteche napoletane, ma resteranno in vigore alcune regole. Ad annunciarlo è lui stesso a margine di un incontro ad Arzano: «Ieri (lunedì per chi legge, ndr) – ha spiegato De Luca – abbiamo avuto un incontro con tanti gestori e deciso che questo fine settimana apriamo anche le discoteche, con alcune prescrizioni di sicurezza. Riprenderà questa attività perché non è possibile che i nostri ragazzi debbano andare nelle regioni del nord a divertirsi nel fine settimana, magari riportando qui nel sud anche qualche contagio».

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Le nuove (probabili) regole

I gestori dei locali dovranno garantire la misurazione della temperatura degli avventori e procedere comunque su prenotazione. Gli ingressi saranno contingentati in base ai metri quadrati e sarà comunque necessario tenere l’elenco dei clienti per ogni tavolo prenotato. La vera novità potrebbe essere la fine dell’obbligo del distanziamento sociale: all’aperto non sarà più necessario, mentre resta per i locali al chiuso. Un metro tra i tavoli e due in pista. Resteranno limiti sul consumo di alcolici.

Sono questi i punti in discussione tra i gestori e la Regione Campania. Oggi ci sarà un ulteriore faccia a faccia tra il Silb (società italiana locali da ballo) e il comitato scientifico di Palazzo Santa Lucia per definire gli ultimi aspetti dell’ordinanza. «Manterremo – ha specificato De Luca – il vincolo delle 22 per l’asporto di bevande alcoliche. Si può andare nelle discoteche e nei locali, consumare alcolici all’interno e la cosa che mi ha colpito è che nella riunione degli operatori delle discoteche c’è stato un consenso generale sulla limitazione della vendita di alcolici per l’asporto».

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