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Incidente sulle rive del fiume Brenta. A perdere la vita a Grantorto, nell’Alta Padovana, Aisa Oubella, 11 anni. Il piccolo è stato inghiottito dalla corrente in piena. E’ la seconda vittima in 24 ore dopo Carla Compagno, 81 anni, annegata nelle acque del naviglio del Brenta, a Mira.

Finisce nel fiume in piena: morto a 11 anni Aisa Oubella

Aisa era nato nel 2008 a Cittadella. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il piccolo era insieme alla sorella di 15 anni e al fratello di 8 lungo l’argine del corso d’acqua in costume di bagno. Verso le 16.30 è finito nella acque agitate del Brenta. Non si sa precisamente perché: forse perché è franato l’argine o perché voleva recuperare un pallone. La sorella ha tentato di trattenerlo ma dopo alcuni istanti Aisa ha preso il largo, trascinato dalla corrente violenta che l’ha inghiottito.

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A lanciare l’allarme una donna di 43 anni che faceva footing. Un ciclista che percorreva l’argine ha cercato di seguire la sagoma del ragazzino che provava inutilmente a mantenersi a galla. L’elicottero del Suem è decollato da Padova e quello dei sommozzatori da Venezia per un tentativo disperato di salvarlo. Le prime ricerche hanno dato esito negativo poi dall’alto è stato riconosciuto il corpo che si era fermato sulle chiuse del ponte di Carturo a Piazzola. Il corpo ormai esanime è stato portato a riva dai pompieri e nel frattempo in zona sono arrivati i familiari del bambino e i carabinieri per i rilievi.

Disperati i familiari. Appena appresa la notizia, la mamma ha tentato il suicidio gettandosi in un torrente adiacente la sua abitazione. A salvarla alcuni parenti e vicini, che poi l’hanno trasportata all’ospedale di Cittadella. «Era un ragazzino vivace che frequentava la scuola del paese – racconta tra le lacrime un vicino parlando del bimbo morto – la famiglia è in Italia da almeno 20 anni, sono persone ben integrate e onesti lavoratori».

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