Giulio Tarro a Teleclubitalia: “Chi fa il vaccino anti-influenzale è più esposto al rischio di coronavirus”


“Chi fa il vaccino sarebbe più esposto al rischio di infettarsi di coronavirus“. Sono le parole del virologo Giulio Tarro, intervenuto oggi nel corso della trasmissione Tg Club – Speciale Coronavirus, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 12:30 alle 13:30 e dalle 17:30 alle 18:30. Polemica con Burioni e la solidarietà di Sgarbi Il

Giulio Tarro a Teleclubitalia: “Chi fa il vaccino anti-influenzale è più esposto al rischio di coronavirus”

Chi fa il vaccino sarebbe più esposto al rischio di infettarsi di coronavirus“. Sono le parole del virologo Giulio Tarro, intervenuto oggi nel corso della trasmissione Tg Club – Speciale Coronavirus, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 12:30 alle 13:30 e dalle 17:30 alle 18:30.

Polemica con Burioni e la solidarietà di Sgarbi

Il professore ha prima espresso la sua posizione riguardo alla decisione di querelare il “collega” Roberto Burioni: “Di questa situazione dovrà occuparsi la magistratura che farà chiarezza su quanto è stato detto e scritto. Hanno pure modificato il mio curriculum”.

Giulio Tarro ha incaricato il suo legale, l’avvocato Carlo Taormina, di presentare querela nei confronti del professor Roberto Burioni e di due giornalisti (Espresso e Il Foglio) per “l’opera di denigrazione continuamente perpetrata a danno del suo prestigio scientifico professionale e personale“.

C’è anche chi ha preso le difese dell’ex primario dell’ospedale Cotugno. Di recente Vittorio Sgarbi ha manifestato la sua solidarietà nei confronti di Tarro: “Solidarietà a Giulio Tarro, la cui colpa è quella di non far parte di alcun clan medico-scientifico”.

“Mi ha fatto sempre piacere il signor Vittorio sgarbi, è uomo di grande cultura. Da studente ero amante di storia dell’arte e di architettura”, commenta così a Teleclubitalia il virologo di fama mondiale.

Sarà possibile andare in vacanza?

Vacanza sì o vacanza no? Sebbene i dati al Sud siano piuttosto incoraggianti, non è ancora chiaro se sarà possibile concedersi un soggiorno fuori o andare semplicemente in spiaggia e in quali modalità.

Sulla questione il professore Tarro non ha dubbi: “Si, si potrà andare in vacanza. Il concetto principale è sempre isolare i pazienti e fargli fare la quarantena. A questo punto dall’ultimo paziente, e quindi passati i 14 giorni, dovremmo stare tranquilli, perché non ci saranno altri contagiati. I raggi ultraviolenti sono un antivirale per eccellenza. Molte volte li utilizziamo per fare sterilizzazioni. Per quanto riguarda la curva epidemica, siamo in discesa. Sono stati fatti molti più tamponi e questa percentuale è stata ridotta rispetto alla percentuale dei casi. La curva dovrebbe azzerarsi verso giugno”.

Ma gli asintomatici potrebbero rappresentare uno dei principali rischi di una nuova ripresa dei contagi? Secondo il virologo “gli asintomatici vengono considerati come un campione che deve essere studiato per gli anticorpi nel sangue. Se noi dimostriamo che ci sono gli anticorpi nel sangue, allora il paziente viene considerato guarito”.

Vaccini anti-influenzali: “Chi lo fa è più esposto al coronavirus”

E’ uno dei temi caldi di questi giorni. Se ne sta discutendo molto circa la  possibilità di attivare al più presto una campagna di vaccinazione anti-influenzale. Al ministero della Salute sarebbe perfino in fase di preparazione una circolare che obbligherebbe i bambini fra i sei mesi e i sei anni a vaccinarsi. Questa punterebbe a evitare che, in autunno, ci sia un picco influenzale tra i bambini. Ma soprattutto mirerebbe a distinguere i malati da Covid da quelli affetti dall’influenza.

Tarro a riguardo dice: “le vaccinazioni per l’influenza non le farei. Bisogna sempre rifarsi agli aspetti scientifici della questione. Sappiamo bene che c’è un lavoro del Pentagono, studiato soprattutto dall’esercito americano, che ha dimostrato che c’è la possibilità per il coronavirus del 36% di attivazione nei soggetti che sono stati vaccinati dal virus influenzale. Vuol dire che se ci fosse ancora il virus in circolazione il vaccinato sarebbe più esposto“.

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