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“Dopo il decreto Rilancio faremo in modo di alleggerire la burocrazia. Abbiamo, ad esempio, un sacco di soldi stanziati per lavori pubblici che non riusciamo a spendere. Dobbiamo spendere queste risorse e farlo bene altrimenti l’economia non riparte”. A dichiararlo è il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, nell’ambito della trasmissione Tg Club – Speciale Coronavirus, in onda dal lunedì al venerdì dalle ore 12:30 alle 13:30 e dalle ore 17:30 alle ore 18:30.

Con il decreto rilancio, annunciato qualche giorno fa, è stata rifinanziata la cassa integrazione. “Abbiamo rifinanziato la cassa integrazione con 15 miliardi di euro. Ci sono troppi lavoratori che non la stanno ricevendo. Il punto più critico è la cassa integrazione in deroga che è gestita dall’Inps e dalle Regione. Alcune si sono mosse in ritardo” ha spiegato il viceministro.

I ritardi della Cig

Intanto però sono migliaia in Italia i lavoratori ancora in attesa della cassa integrazione. La proroga della cig e il suo rifinanziamento sono tra le più importanti misure presenti nel Decreto Rilancio varato lo scorso mercoledì dal Governo. I ritardi relativi all’erogazione dei soldi da parte dell’Inps dipendono, secondo il viceministro all’economia, dalle Regioni. “La prima regione a comunicare è stato il Lazio, poi in ritardo le altre regioni. Questo ha rallentato l’esame delle domande e il pagamento della cassa integrazione”. La Campania è tra le Regioni che si sono subito attivate: “Sì, la Campania si è mossa velocemente. Il problema è che altre si sono mosse meno bene e hanno ingolfato INPS, che si è trovato pieno di pratiche”.

Per velocizzare i lunghi tempi burocratici ed elargire al più presto soldi ai lavoratori, l’Esecutivo ha pensato di cambiare il meccanismo. “Le imprese non dovranno più fare domanda alla Regione che trasmette dati all’INPS, ma la faranno direttamente all’INPS”, spiega Misiani durante la trasmissione.

Per far ripartire l’economia, il Governo ha varato una imponente manovra da 55 miliardi di euro. Ma l’Italia come ha ottenuto così tanti soldi? “Sono finanziati a deficit come altri paesi europei – spiega il viceministro all’economia Antonio Misiani -. Deficit vuol dire debito che andrà a un aumentare quello che già avevamo. Va detto che l’Europa sta predisponendo misure importanti, pensiamo che il fondo per la ripresa, il cosiddetto recovery fund, avrà una componente di fondo perduto a cui pensiamo di attingere per gli interventi futuri. La via maestra è di ridurre debito e che l’Italia ritorni a crescere”.

Ma non è tutto. Si pensa già a un modo per alleggerire la macchina burocratica, visto che in questo periodo di emergenza non è stata di certo d’aiuto.



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