seconde case

Con il nuovo decreto è consentito il ritorno alla propria residenza o domicilio ma in tanti ora si chiedono se è possibile raggiungere anche le seconde case. Questo perché c’è chi vorrebbe trascorrere questo isolamento forzato magari alla casa al mare o in montagna. Ieri però è arrivato il chiarimento della ministra dei trasporti Paola De Micheli. “Non si possono raggiungere le seconde case nell’ambito di questo Dpcm, bisogna rimanere nella casa di residenza”.

La ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ha confermato che ancora non sono consentiti gli spostamenti verso le seconde case. La questione delle seconde case è uno degli interrogativi in sospeso rispetto al nuovo Dpcm annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in merito all’avvio della Fase 2 dell’emergenza coronavirus. Infatti, nel decreto, si precisa che è consentito “in ogni caso” fare ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione. Una novità rispetto alle indicazioni precedenti, che invece vietavano di spostarsi anche per rientrare al proprio luogo di residenza. Non era però chiaro se le seconde case fossero comprese nella definizione di abitazione.

Seconde case

Il “no” alle seconde case, nel Dpcm del 26 aprile, non c’è. Nel testo si esclude qualsiasi spostamento tra Regioni diverse, se non per esigenze lavorative, motivi di assoluta urgenza o comprovate ragioni di salute o in caso di rientro alla proprio residenza/domicilio. All’interno di una Regione, invece, si fa cenno solo a spostamenti mirati ad incontrare “congiunti”, ma nulla più.

La ministra De Micheli ha però sottolineato come non sia ancora permesso per i cittadini recarsi presso le seconde case. Dalle parole di Conte  era solo chiaro che lo spostamento fosse vietato nel caso in cui la seconda abitazione si trovasse in un’altra Regione visto che gli spostamenti sono consentiti solo nella Regione in cui ci si trova in questo momento. Invece al momento non è consentito neppure all’interno della propria Regione.

La situazione in Veneto

Alcune Regioni del Nord si stanno smarcano dalle scelte dell’esecutivo. Il caso più emblematico è quello del Veneto. La Regione guidata dal leghista Luca Zaia ha deciso di far ripartire subito la vendita di cibo e bevande per asporto, senza aspettare il 4 maggio come prevede invece il provvedimento dell’esecutivo (la stessa scelta è stata fatta da Abruzzo, Marche, Toscana e Liguria). Poi, con una nuova ordinanza, ha deciso di consentire lo spostamento individuale nella Regione per raggiungere le seconde case di proprietà o le barche ormeggiate fuori del Comune di residenza per manutenzione e riparazioni.

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