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“Tutti speravano di tornare presto alla normalità, ma non ci sono le condizioni per farlo, ce lo dobbiamo dire in modo chiaro e forte”. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti al suo arrivo a Milano.

Sul questione delle messe, ha aggiunto, “lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza in pieno spirito di collaborazione con la Cei”.

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Come si legge su Repubblica, sul tavolo del governo ci sarebbe già una data: il 10 maggio. Quel giorno potrebbero celebrarsi di nuovo le messe in Italia. Probabilmente all’aperto. Al compromesso stanno lavorando le diplomazie del governo e della Cei. Anche se Palazzo Chigi preferirebbe l’11 maggio, un lunedì, in modo da garantire una ripresa soft. I vescovi, però, chiedono di ripartire in un giorno festivo. E lo chiedono mentre mobilitano il mondo cattolico.

La visita di Conte in Lombardia

Atterrato nel tardo pomeriggio a Linate, Conte ha cominciato la sua visita da Milano, per poi giungere in tarda serata a Bergamo e in nottata a Brescia. Martedì dovrebbe visitare anche Lodi e Codogno, per poi lasciare la Lombardia alla volta di Piacenza.

“Non sono venuto nella fase più critica perché l’apporto del presidente del Consiglio forse avrebbe anche creato intralcio”, ha detto nel cortile della prefettura milanese rispondendo alle domande dei giornalisti. “Ritornerò, ritornerò presto, c’è sempre una situazione di grande emergenza ma è una fase in cui forse do anche meno intralcio e meno fastidio agli operatori, ai responsabili che stanno operando in questa emergenza”, ha aggiunto .

In Corso Monforte ad attenderlo il presidente della Regione Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, i rappresentanti del mondo delle imprese,il presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi e il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che poi ha incontrato separatamente, per circa un quarto d’ora ciascuno.

La visita a Milano è stata l’occasione per fare il punto sulle misure contenute nell’ultimo Dpcm, con le richieste per far ripartire alcuni settori economici, a partire dal commercio, per i quali “aspettare così tanto tempo rischia di creare dei problemi notevoli”, come ha detto Fontana.

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