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Si potrà tornare a fare sport dal 4 maggio ma anche qui a determinate condizioni. La “corsa” ormai praticata da milioni di italiani era stata un tema su cui si era dibattuto al lungo. Dopo alcune contrastanti interpretazioni si era deciso di vietarla, se non nelle immediate vicinanze della propria abitazione. Nelle settimane scorse tanti runner avevano trasformato in piste di atletica parchi condominiali, parcheggi e viali.

Dal 4 maggio, con la fase 2, tutto cambia con la possibilità di correre non solo sotto casa ma anche in parchi pubblici e ville: di certo non ci si potrà allontanare troppo, si dovrà correre da soli mantenendo le distanze e resta da chiarire la vicenda della mascherina. Proprio sui dispositivi di sicurezza infatti in Campania si è registrata una polemica.

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Attività sportiva dal 4 maggio

Il governatore De Luca da lunedì 27 ha dato il via libera alla corsa (anche qui nelle immediate vicinanze di casa) ma ha reso obbligatoria la mascherina. In molti tra medici dello sport e associazione di corridori sono insorti perché correre in questo modo potrebbe creare problemi respiratori a fronte di una forte attività fisica. Il Presidente “sceriffo” è tornato oggi suoi suoi passi stabilmendo che si potrà fare sport ma “non impegativo”. Resta però da capire il significato di questa precisazione. In Italia invece dal 4 maggio potranno tornare ad allenarsi anche gli atleti tesserati Coni ma in strutture a porte chiuse mentre per gli sport di squadra la data del semaforo verde dovrebbe essere quella del 18 maggio.

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Lo sport resta un tassello fondamentale anche perché incide non poco anche sulla salute ed il benessere mentale di chi lo pratica. Però proprio venerdì l’Istituto Superiore di Sanità tra le tre cause che potrebbero rendere più aggressivo il coronavirus ha inserito anche l’attività fisica. Fare sforzi eccessivi potrebbe facilitare la diffusione nell’organismo del virus. Tutti ricorderanno il caso del paziente 1, Mattia, il giovane anche se godeva di ottima salute aveva percorso due maratone da “positivo” e proprio per questo forse era finito in terapia intensiva.

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