campania fase due

La Campania si prepara alla “Fase due” dell’emergenza Coronavirus e stila un calendario delle riaperture delle attività economiche.

Si potrà sapere di più solo dopo il decreto del premier Giuseppe Conte, che dovrebbe essere varato nelle prossime ore. Quello che è certo è che ci sarà una graduale ripartenza e che il 4 maggio non sarà la data della liberazione dal Coronavirus, ma della convivenza con l’epidemia.

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Nel piano, però, sarebbero previste meno restrizioni per i cittadini: si uscirà in maniera scaglionata massimo in tre.  Via libera anche per i bambini, ma soprattutto sarà operativo il piano sanitario con una netta divisione tra gli ospedali Covid e quelli per le degenze non Covid. Prevista anche la separazione dei flussi dei malati e degli operatori sanitari.

Campania si prepara alla fase 2

Come si legge su Il Mattino, il dialogo con i costruttori dell’Ance è stato propositivo. Il risultato? Riapriranno i cantieri, sia pubblici che privati. Chiaramente, tutti dovranno attenersi ai protocolli di sicurezza che prevedono il distanziamento tra i lavoratori, le mascherine, i guanti.

Qualcosa nel mondo dell’edilizia si sta già muovendo, tanto che dalla stessa Regione arriva un chiarimento su quello che già si può mettere in opera: “Risultano consentiti sul territorio regionale interventi urgenti strettamente necessari a garantire la sicurezza o la funzionalità degli immobili in generale, e pertanto anche di quelli aventi destinazione alberghiera o turistica”.

Nella nota si chiarisce che da lunedì si potrebbero sdoganare anche altre attività: “È in corso di valutazione la possibilità di un ulteriore provvedimento, volto a consentire anche, a partire dal 27 aprile, interventi funzionali alla prevista ripresa delle attività nella “Fase 2” dell’emergenza”.

Il protocollo di sicurezza

L’obiettivo è consentire che ogni categoria abbia un protocollo di sicurezza. I protocolli avranno tutti degli obblighi ineludibili come la sanificazione degli ambienti fatta anche tutti i giorni, la misurazione della temperatura non solo dei dipendenti, il distanziamento, la dotazione per il personale di materiali che proteggano la persona come le mascherine.

Relativamente ai negozi di vestiario la misurazione degli abiti da parte dei clienti sarà un problema a cui dare delle risposte al più presto. Discorso diverso per gli studi professionali, da quello dei dentisti agli avvocati e per tutte le altre categorie, bisognerà attendere il decreto del Governo.

Servono indicazioni di tipo nazionale per capire in che modo avverrà la ripresa di queste attività. La cosa certa è che sui tavoli della task force regionale sono arrivati centinaia di suggerimenti per il contrasto alla pandemia da Covid-2019 e per la ripartenza.

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