Giugliano, oggi ricorrono i vent’anni dalla morte di Innocente Poziello

Giugliano, oggi ricorrono i vent’anni dalla morte di Innocente Poziello

GIUGLIANO. Sono vent’anni oggi dalla morte di Innocente Poziello, storico politico cittadino e padre di Antonio Poziello. Di professione poligrafico, dipendente de Il Mattino, nacque a Giugliano il 4 dicembre del 1943 e deceduto l’8 febbraio del 2000. Eletto quattro volte consigliere comunale, ha ricoperto poi la carica di assessore. Eletto per la prima volta consigliere comunale il 28 maggio 1985 col PCI, subentrato al dimissionario Alfredo Bargi del Pci è stato successivamente riconfermato nelle elezioni del 29/30 maggio 1988.

Dissociatosi dal Pci, costituì a Giugliano la sezione del partito di Rifondazione comunista divenendone il segretario politico. Il 6 giugno del 1993 per effetto della candidatura a sindaco fu rieletto consigliere comunale per essere poi riconfermato nelle elezioni dell’11 maggio del 1997. Rassegnate le dimissioni di consigliere comunale dal 16 febbraio del 1998 al 30 dicembre del 1999 ha ricoperto la carica di assessore nella giunta presieduta dal sindaco Giacomo Gerlini che gli aveva attribuito le deleghe a cimitero, gestione progetti per l’impiego lavori socialmente utili, politiche giovanili, salvaguardia ambiente e servizi produttivi.

Il post del figlio

Ieri, nel giorno della sfiducia, in serata il figlio Antonio Poziello ha pubblicato questo post sui social ricordando l’anniversario della morte del padre: “Ci sono momenti che restano indelebili. date che non dimentichi più. Il 7 febbraio di 20 anni fa, esattamente a quest’ora, raggiunsi mio padre, da Fenesta Verde. Era a cena con degli amici e mi aveva chiesto di raggiungerlo. Era raggiante: il mattino successivo avrebbe ufficializzato la candidatura alle regionali. Rincasammo insieme. Per le scale, ci raggiunse il profumo della torta di mele che mia madre aveva preparato per la colazione, sapendo che l’avremmo divorata prima di andare a dormire.
Il mattino dopo, mio padre preparò il caffè per mia madre, portandoglielo a letto. Svegliandomi, mi raccontò quel che avrebbe fatto quel giorno: una serie di provvedimenti per la stabilizzazione degli L.S.U. Poco dopo, un infarto se lo portò via. A distanza di 20 anni, il 7 febbraio, nel mio quasi ultimo giorno da Sindaco, ho firmato un documento che darà la possibilità a quei lavoratori di avere finalmente, dopo quasi 30 anni, stabilità e certezze, un lavoro vero. Ci abbiamo messo 20 anni, ma ci siamo riusciti. Io ho solo completato il lavoro”.



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