De Luca Costa MICILLO

Giugliano. Immaginate un malato terminale a cui stanno curando gli organi vitali cercando di fare un miracolo. Immaginate che ad un tratto i medici inizino a litigare su chi deve continuare ad operare.

E’ questo in sintesi ciò che sta accadendo a Giugliano nell’area vasta. Un pezzo di terra a ridosso di Parete dove sono concentrate le discariche potenzialmente più dannose della Campania. Lì operavano ecomafiosi reo confessi come Vassallo e sotto accusa come Chianese. Lì lo Stato, dopo averli scoperti, decise di continuare a sversare durante l’emergenza degli anni ’90.

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Così nel 2010 dopo che milioni di tonnellate di rifiuti erano state inghiottite dalla terra si decise di nominare un commissario straordinario. Insomma uno che avesse pieni poteri per portare a casa il risultato delle bonifiche. Mario De Biase, questo il nome del prescelto, si assunse così il compito di mettere almeno in sicurezza questo immenso ammasso di monnezza tossica, pericolosa e non.

Tra burocrazia e qualche lentezza, dopo 10 anni i giuglianesi si trovano con la Resit (una discarica di rifiuti definita una bomba ambientale) finalmente ricoperta e messa in sicurezza in modo che (stando a quanto dice De Biase) non possa far più danni. Mentre a Masseria del Pozzo e Novambiente (quest’ultima famosa per aver accolto i fanghi dell’Acna di Cengio) c’è ancora tanto da fare.

Così, nel bel mezzo di questa operazione a cuore aperto, i responsabili dello Stato iniziano a litigare. La Regione accusa il Governo di non aver prorogato il commissariamento senza dire niente a nessuno. Il Governo accusa la Regione di non volersi assumere la responsabilità di procedere da sola alle bonifiche.

Un balletto di responsabilità assurdo sulla pelle dei giuglianesi che dà solo forza a chi vuole il male di questa terra. Uno spettacolo indecoroso soprattutto di fronte agli attacchi subiti negli scorsi mesi da De Biase, a cui è stato distrutto l’ufficio in numerosi raid vandalici e di cui nessuno, Regione e Ministero, si è interessato.

In questa commedia dell’assurdo fanno tutti una pessima figura. Il Governo e soprattuto il Ministro Costa che ancora una volta, come fatto per Taverna del Re, si lava le mani e scarica tutti i compiti sulla Regione. De Luca e i suoi che invece di aspettare l’ultimo giorno potevano sollevare la questione per tempo chiedendo un tavolo a Roma per discutere di cosa e come farlo. In ultimo (e ci dispiace davvero dirlo) ma in tutta questa vicenda è palese l’inutilità di avere dei parlamentari a Roma che parlano di tutto tranne di quello che interessa ai Giuglianesi.

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