impeachment trump

Si apre un nuovo capitolo di storia per gli Usa. Donald Trump è ufficialmente sotto accusa ed è, tra l’altro, il terzo presidente degli Stati Uniti sotto impeachment dopo Andrew Johnson e Bill Clinton. 

Trump, la Camera vota sì all’impeachment

Come si legge sul Corriere della Sera, la Camera dei dei rappresentanti ha approvato la mozione di impeachment, divisa in due capi di imputazione. Il primo articolo, “abuso di potere” ha ottenuto 230 voti a favore e 197 contro. Il secondo, “ostruzione dell’indagini del Congresso”, 229 contro 198.

La Speaker Nancy Pelosi ha letto i risultati e ha ammonito alcuni parlamentari che stavano esultando. “È una giornata triste, non bisogna gioire” ha detto questa mattina, arrivando a Capitol Hill.

I democratici, in maggioranza nella House, hanno rinviato il presidente al giudizio del Senato, dove il 6 gennaio comincerà la seconda parte dell’impeachment, quella della decisione finale. Si deciderà, infatti, se Trump sia colpevole oppure innocente.

Cos’è l’impeachment

L’impeachment (o messa in stato di accusa) è una procedura, prevista dalla Costituzione, che serve a rimuovere dai propri incarichi i funzionari governativi accusati di “tradimento, corruzione, altri crimini gravi e illeciti”. Possono essere sottoposti al procedimento i componenti dell’esecutivo, dal presidente al vicepresidente fino ai funzionari delle amministrazioni statali, e i giudici intesi come membri delle giurisdizioni federali.

L’impeachment si sviluppa in due fasi. Nella prima la Camera dei Rappresentanti avvia l’indagine contro il funzionario e decide se incriminarlo. Per farlo basta il voto favorevole della maggioranza semplice. A quel punto si apre un vero e proprio processo al Senato, dove servono però due terzi dei voti favorevoli per decretare la destituzione. Se a essere sottoposto a impeachment è il presidente degli Stati Uniti, allora sarà il presidente della Corte a presiedere il Senato.

Il dibattito sull’impeachment: perché lo stato di accusa

Ieri sera il presidente degli Stati Uniti ha reagito in diretta dal palco del comizio a Battle Creek, in Michigan: “I democratici sono divorati dall’odio, vogliono annullare il risultato elettorale con l’impeachment”. Le tv americane hanno trasmesso in diretta sei ore di dibattito, più un altro paio sui cavilli regolamentari.

“Oggi siamo qui per difendere la democrazia per il popolo. È tragico che il comportamento senza scrupoli del presidente renda l’impeachment necessario. Non ci ha dato altra scelta. È un fatto assodato che il presidente sia una minaccia attuale per la nostra sicurezza nazionale e per l’integrità delle nostre elezioni, la base della nostra democrazia”, ha esordito la Speaker dopo aver aperto la seduta.

Pelosi lascia al presidente della Commissione Affari giudiziari, il democratico Jerry Nadler, il compito di ricapitolare i capi di imputazione. In sostanza, Trump avrebbe “abusato” dei suoi poteri presidenziali sollecitando il leader ucraino Volodymyr Zelensky a riaprire un’inchiesta per corruzione a carico di Hunter Biden, il figlio di Joe Biden. Trump avrebbe bloccato 400 milioni di dollari in aiuti militari per smuovere Zelensky. La magistratura ucraina, però, non avviò alcuna indagine su Hunter Biden e a fine agosto le forniture militari americane furono consegnate al governo di Kiev. Spiega Nadler: “Il presidente ha posto i suoi interessi personali, della sua campagna elettorale al di sopra di quelli del Paese”.



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