arresti caserta

Doveva versare duecento euro settimanali per poter spacciare in città, questa la tangente imposta da uno degli indagati finiti in manette questa mattina. I carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, dopo la maxi operazione che la settimana scorsa disarticolò il gruppo dei Bellagiò portando a 22 arresti, hanno arrestato cinque persone.

Il blitz è scattato nella zona del Basso Volturno, coinvolgendo anche la zona tra Grazzanise e Cancello Arnone, ma anche a Capua e Marcianise. Cinque persone bloccate sono state messe agli arresti domiciliari.

Il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vete, su richiesta della Procura, ha emesso un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emesse nei confronti di 11 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo, anche in concorso tra loro, di illecita detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di arma , furto aggravato, nonché indebito utilizzo di carte di pagamento.

Il provvedimento

Il provvedimento cautelare costituisce l’esito di un’articolata attivita investigativa, diretta da questa Procura e condotta dal citato Reparto dell’Arma dei Carabinieri dal mese di gennaio al mese di ottobre 2017, che ha consentito di identificare i responsabili di plurimi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish, reati consumati nel Comune di Grazzanise.

L’estorsione

Gli uomini dell’Arma hanno accertato un episodio di tentata estorsione consumata da un indagato nei confronti di uno dei soggetti colpiti dal provvedimento cautelare, minacciato al fine di costringerlo al pagamento di 200 euro settimanali, “tassa” richiesta a fronte dell’”autorizzazione” alla vendita dell’hashish. I militari hanno, inoltre, riscontrato che una delle persone sottoposte ad indagine si è resa responsabile, in concorso con minore degli anni diciotto (nei cui confronti si ê proceduto separatamente), del furto di una carta bancoposta, successivamente indebitamente utilizzata per effettuare prelievi in denaro (600 euro) ed acquisto di beni (per una spesa pari ad euro 1.800 circa).

Infine i Carabinieri hanno accertato che due degli indagati avevano detenuto e portato in luogo pubblico una pistola e sono risaliti al dato qualitativo e quantitativo delle sostanze stupefacenti, che variava dai 20 ai 40 euro.

I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico e decodificato dagli inquirenti: lo stupefacente veniva indicato facendo ricorso a termini del tipo “mattoncino” , “macchine” , “pantaloni” , “scarpe” mentre l’espressione “il piccolo” o “il grande” veniva utilizzata per indicare la grandezza dell’involucro. Il gip, ritenendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, ha disposto per cinque degli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari mentre per i restanti quella dell’obbligo di presentazione alla pubblico giudiziario.

Arresti domiciliari

Petrella Pietro 1981
Gravante Filippo 1987
Valentino Lorenzo 1995
Santagata Antonio 1990
Parente Rossella 1998

Obbligo di presentazione alla p.g.

Bencivenga Fabio 1994
Della Cioppa Antonio 1981
Di Martino Giovanni 1987
Parente Antonio 1974
Pezzera Luigi 1977
Raimondo Raffaele 1966



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