Pozzuoli, scarcerati due del clan: festa con neomelodici e fuochi in piazza

Pozzuoli, scarcerati due del clan: festa con neomelodici e fuochi in piazza

POZZUOLI. Potevano sembrare i festeggiamenti per un compleanno, un onomastico, una serenata. E invece quei fuochi d’artificio, il cantante neomelodico e lo champagne erano stati organizzati per festeggiare l’uscita dal carcere di due affiliati del clan Longobardi Beneduce. 

I due scarcerati

E’ accaduto la scorsa sera a Pozzuoli. Come riporta il mattino, il quartiere è sceso in strada per salutare il ritorno in libertà di Giovanni Illiano, detto “fasulillo”, 48 anni, e Silvio De Luca, 41 anni, detto “Silviotto u nanetto”. La festa era per loro che dopo circa 10 anni hanno lasciato il carcere.

L’arrivo del neomelodico

I festeggiamenti sono iniziati con i fuochi d’artificio. Poi il via alla musica: ad esibirsi è stato il cantante neomelodico Anthony, che insieme alla sua band ha dato vita alla festa a cui hanno partecipato adulti e ragazzini, inondando Facebook di foto e video.

Le dediche ai detenuti

Come spesso accade in queste occasioni, la festa si trasforma in un vero e proprio mini concerto. Le canzoni sono state dedicate a coloro che sono tornati in libertà, ma anche ai detenuti, come ha tenuto a precisare più volte il cantante. “Questa canzone è  dedicata ai fratelli presenti e non presenti con l’augurio che possano ritornare al più presto in mezzo a noi. A tutti i carcerati che stavano in cella con lui e un applauso forte a Carlucciello ‘o fantasma” ha detto. Il riferimento è Carlo Avallone, il “boss fantasma”, arrestato due anni fa in un blitz dei reparti speciali del Gis dei carabinieri e condannato a 16 anni per tentato omicidio, estorsione e detenzione di armi.

Il clan

Il Comune di Pozzuoli pare non ne sapesse nulla e non avesse dunque dato alcuna autorizzazione. Illiano, detto anche “macchiulella”, come ricorda il mattino, fu arrestato nel giugno del 2010. Legato al boss Gaetano Beneduce, scampò a un agguato da parte degli uomini di Gennaro Longobardi: era ritenuto uno dei ras di Monterusciello, in particolare proprio della zona dei “600 alloggi” dove sorgono diverse piazze di spaccio. De Luca, invece, fu arrestato per estorsione l’anno prima insieme ad altri quattro componenti ed è legato al boss Gennaro Longobardi.

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