Napoli, arriva con la testa del neonato tra le gambe: partorisce all’ingresso del San Paolo

Napoli, arriva con la testa del neonato tra le gambe: partorisce all’ingresso del San Paolo

Non solo malasanità. All’ospedale San Paolo di Fuorigrotta (Napoli), si registra anche un bellissimo caso di parto al Triage del nosocomio flegreo. A portarlo a conoscenza è stato l’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

Il racconto

Il racconto è dell’infermiere che ha tratto in salvo mamma e figlioletto, Antonio Marciano. “Erano le 19.40 – si legge nel lungo post apparso sulla pagina -, dopo ben 12h trascorse nelle vesti di infermiere di triage, mentre mi accingevo a valutare uno degli ultimi pazienti, sento improvvisamente il clacson di una macchina suonare a più non posso”.

Poi continua: “Io e la mia collega Rita Miele nonché l’operatore socio sanitario presente al triage insieme a me Ciro Salcino, ci allertiamo perché pensiamo ad un serio e preoccupante codice rosso. Mi precipito fuori insieme al mio operatore socio sanitario e vedo questa macchina precipitarsi all’impazzata nella camera calda del pronto soccorso fino ad arrestarsi fuori la porta del triage. All’interno dell’automobile c’erano un uomo (marito) e due donne (moglie e suocera dell’uomo). Subito quest’uomo esce catapultandosi dalla macchina ed urla che la moglie stava partorendo e che aveva la testa del bimbo tra le mani!”

Una scena che non lascia indifferenti i presenti. L’infermiere spiega che si ritrova la donna con le gambe divaricate e la testa del piccolo tra le braccia. A quel punto fa chiamare subito una barella e il ginecolo. Nel frattempo, però, la partoriente non ce la fa più. “Allora in una frazione di secondo – racconta Antonio -, penso che l’unica cosa giusta da fare era di farla partorire subito per evitare complicanze sia al neonato che alla giovane donna. Quindi chiedo al mio operatore socio sanitario di portarmi lenzuola ed telini sterili al più presto”.

Il parto “fai da te” all’ospedale San Paolo

E’ qui che avviene il piccolo miracolo. “Mi concentro sulla giovane donna e sul neonato – prosegue Marciano -, afferro la testa del piccolo e rivolgendomi alla giovane donna le dico di fare dei lunghi respiri e poi di spingere, aiuto il piccolo ad uscire afferrandolo per la testa e per la spallina destra, in una frazione di qualche minuto lo ritrovo tra le mie mani! Subito lo avvolgo tra le lenzuola. Porgo il piccolo alla mamma che, commossa e incredula, lo poggia delicatamente sulla sua pancia”. Solo a quel punto sopraggiunge il ginecolo. “Non posso credere ciò che ho vissuto e fatto – dice commosso l’inferimere – È vero quando si dice “c’è sempre la prima volta per tutto”.

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