Pistoia. “Mammina mi sento sporco”, vicino di casa 70enne abusa di bimbo di 8 anni

Pistoia. “Mammina mi sento sporco”, vicino di casa 70enne abusa di bimbo di 8 anni

PISTOIA. Quattro anni di reclusione. E’ questa la condanna della Corte di Cassazione per un 70enne di Uzzano che è accusato di aver abusato sessualmente di un bambino di appena 8 anni. La Cassazione ha confermato la sentenza emessa della Corte di Appello di Firenze nell’aprile dello scorso anno. L’uomo è stato anche condannato al risarcimento dei danni morali. I fatti contestati risalgono a un periodo fra il 2008 e il 2009.

All’epoca, la madre del bambino, separata, dovendo assentarsi spesso da casa per motivi di lavoro o altre commissioni urgenti, era solita affidare il piccolo a una coppia di anziani coniugi pensionati, che abitavano nei pressi di casa sua. Ed è in quei momento che l’uomo, che all’epoca dei fatti aveva 61 anni, quando anche la moglie si allontanava da casa, abusava del bambino.

Il piccolo mostrava strani atteggiamenti e la madre aveva intuito che qualcosa nel piccolo non andava. Ma il figlio non ha subito “confessato” quanto subiva. “Mamma, mi sento sporco” era l’unica cosa che diceva. La madre decise allora di consultare un noto avvocato pesciatino. A lui, più che a sua madre, il piccolo raccontò ogni cosa insieme a ogni raccapricciante particolare. Il bambino ha iniziato a spiegare i fatti con assoluta lucidità, avvalendosi spesso anche di disegni che confermavano in modo inequivocabile le violenze che stava subendo.

Il bambino fu sottoposto anche alla perizia di un neuropsichitra infantile, il quale confermò le violenze subite. “Chiesi che fosse un uomo – spiega l’avvocato a La Nazione – perché a quel punto il bambino si era convinto che quella fosse una cosa che riguardasse noi uomini”. Stando a quanto emerso nel corso dei dibattimenti, le violenze avevano luogo nell’appartamento dell’anziana coppia a Uzzano e in altra abitazione situata a Castelvecchio Valleriana – in particolare in alcuni locali adibiti a rimessa per gli attrezzi – dove entrambe le famiglie avevano delle proprietà. In seguito alla condanna passata ormai in giudicato, l’uomo è stato pertantoarrestato dai carabinieri della caserma di Pescia. «E’ finito finalmente un incubo – ha concluso l’avvocato Alessandro Petrocchi in una dichiarazione rilasciata a La Nazione – anche se rimarranno certamente cicatrici e ferite. Ma l’amore della famiglia e delle persone che stanno ora circondando il ragazzo potranno risarcirle».

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