Raffaele Cutolo dal carcere invoca la morte: “Lo Stato mi faccia un’iniezione letale”

Raffaele Cutolo dal carcere invoca la morte: “Lo Stato mi faccia un’iniezione letale”

“Meglio morire che stare qui dentro”. Raffaele Cutolo, ex boss della Nuova Camorra Organizzata, pluriergastolano, invoca la pena di morte dal carcere di Parma. A riportare le volontà del camorrista è “La Repubblica”.

“Quando tra pochi mesi Denise (la figlia, nata con inseminazione artificiale, partorita 11 anni fa da Immacolata Iacone, n.d.r.) compirà 12 anni, per il regolamento carcerario non potrò più avere un contatto fisico con lei. La vedrò solo attraverso il vetro. Io vivo solo per abbracciare mia figlia una volta ogni due mesi. La accarezzo, le faccio il solletico. Se non posso più farlo, preferisco che lo Stato mi faccia un’iniezione”.

Raffaele Cutolo ha commentato anche le recenti indiscrezioni sul suo stato di salute. Riporta ancora “La Repubblica”: “Hanno detto che sto malissimo. Non è vero ma, a questo punto, la pena di morte è meglio”.

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