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Napoli. La voce del popolo, figlio di un ciabattino, da scaricatore al porto di Napoli a star amatissima della città.  Dopo una carriera di successi è ricordato come “Re della sceneggiata”.  Il 12 novembre del 2006, 15 anni fa, ci lasciava Mario Merola. Cantante, attore. 

L’artista del riscatto che ha narrato attraverso le canzoni le storie degli ultimi, prima in tutta Napoli e poi in giro per il mondo .  Le feste di piazza e poi la grande vetrina del festival di Napoli che lo presenta al pubblico. Negli anni 70 il grande successo con la cinematografia, nel 1980, il boom con “o’ zappatore” e i sold out nei cinema di tutta Italia. In poco tempo, Merola diventa la voce di chi lascia Napoli per cercare fortuna al nord Italia o all’estero. 

Dal 1997 i primi problemi di salute. Il 7 novembre 2006 viene ricoverato all’ospedale san Leonardo di Castellammare. Morirà domenica 12 novembre. 

Fan, artisti e autorità, in migliaia partecipano al funerale presso la basilica del Carmine. Sul feretro la sciarpa del Napoli, in cui avevano giocato nelle giovanili da ragazzo, e le carte da gioco, sua grande passione.  Tanti figli artistici, tra questi Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio. 

Ma a lasciare un ricordo è il figlio Francesco, anche lui cantante, che scrive su instagram “15 anni senza te , 12 novembre ti odio da morire”. 

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