Tragedia al Ciclope. L’accusa: “Vedo solo la volontà di insabbiare alla faccia di chi ci ha rimesso la vita”

Tragedia al Ciclope. L’accusa: “Vedo solo la volontà di insabbiare alla faccia di chi ci ha rimesso la vita”

La tragedia al Ciclope era annunciata, i cittadini di Marina di Camerota fin dall’11 di agosto, giorno in cui è morto Crescenzo Della Ragione, 27enne melitese ucciso da un masso di 70kg caduto per pioggia, erano tutti concordi. Il professor Ortolani, docente di geologia all’università Federico II di Napoli, aveva fatto numerose segnalazioni, così come il direttore artistico del Meeting del Mare, che è il “Prete rock” della cittadina del Cilento: Don Gianni Citro.

 

Don Gianni ha rilasciato una dura interivsta ai microfoni di La Città di Salerno: “Mi rendo conto  che il contesto in cui viviamo trasforma facilmente la domanda di giustizia in sete di vendetta e questo logora la lettura lucida degli eventi. I carnefici passano per vittime e le vittime vengono ignorante, mortificate, dimenticate. Spero che la chiusura delle indagini possa tracciare una direzione in una vicenda oscura, dolorosa e vergognosa insieme. Quello che vedo attorno a me è solo volontà di insabbiare – conclude don Gianni a ‘La Città’ – far finta di nulla, tentativi subdoli di ricomporre gli specchi infranti, alla faccia di chi ci ha rimesso la vita. Un po’ più in là vedo lo smarrimento e la solitudine di due genitori che piangono un figlio morto a ventisette anni, schiacciato da una pietra di una valanga di illeciti, di abusi e di indifferenza”