“Pull e Pig”, il nuovo atroce gioco sul web che fa innamorare le ragazze e poi le umilia

“Pull e Pig”, il nuovo atroce gioco sul web che fa innamorare le ragazze e poi le umilia

E’ un nuovo atroce gioco sessuale che umilia le ragazze in mezza Europa. Si chiama «Pull a pig», «Acchiappa il maiale». Funziona così: in un gruppo di ragazzi vince chi riesce a uscire con la donna più brutta. Più grassa. Sophie Stevenson, l’ultima vittima, ha mostrato il messaggio ai giornali, che hanno pubblicato lo screenshot del cellulare.

Lui, adesso, nega tutto: dice che la storia è stata inventata. «È una caccia alle streghe – ha detto al sito olandese Metro -. Dopo quel pezzo su Geenstijl (un blog olandese) i miei genitori, mia sorella e io siamo stati minacciati». E aggiunge: «Nessun giornale inglese mi ha chiamato. I messaggi riportati sui tabloid sono creati da Sophie o dai giornali stessi, perché non li ho mandati io». Mateman ha detto che è vero che aveva conosciuto Sophie, ma che non c’era stata nessuna storia romantica fra loro, e che dubita che lei sia mai arrivata all’aeroporto di Amsterdam. Ieri, il padre di Sophie, Andrew, ha assicurato che andrà ad Amsterdam per affrontare il ragazzo: «È orribile sentire che queste cose succedano, ma se capitano a una figlia è ancora più disgustoso. È terribile anche solo pensarci».

Quello che è certo è che il gioco «Pull a pig» esiste davvero: il quotidiano inglese The Independent ne aveva già parlato più di quattro anni fa, confrontandolo con un passatempo simile e altrettanto folle, «Fat girl rodeo».Funziona così: si cerca di adescare una ragazza sovrappeso in un locale, si balla accanto a lei, le si sussurra nell’orecchio: «Sei la più brutta e la più grassa del locale», e si calcola quanto tempo si riesce a stare ancora, da quel momento, accanto a lei. Ma ci sono diverse varianti, descritte in rete. «Molestare le donne grasse è comune. Il peggior tipo di bullismo è spesso diretto verso corpi sovrappeso. E più si deumanizza un gruppo di persone, più la società sviluppa un atteggiamento di derisione “legittimo” verso quel gruppo – e questo si manifesta come un diritto a giudicare le persone e il loro stile di vita».

Si può credere che questi bulli che si sentono autorizzati a esserlo siano solo idioti, da ignorare. «Ma questi – scrive ancora The Independent – sono istruiti, rispettati, adulti professionisti. Hanno carriere e alcuni di loro hanno posizioni di autorità. Hanno mogli, molti sono padri, che crescono delle figlie. Questi “giochi” sono una buona misura della psicologia del sessismo. E se non vi piacciono quelli che li trovano divertenti, la prossima volta non basterà stare in silenzio e alzare gli occhi: bisogna farli tacere, o continueranno a scherzare su queste cose».