Napoli, sparatoria con bimba ferita: manifestazione a Forcella contro la camorra

Napoli, sparatoria con bimba ferita: manifestazione a Forcella contro la camorra

Napoli. Cittadini in piazza per gridare il “No” alla camorra. Presidio delle associazioni anticamorra oggi pomeriggio a Napoli nel piazzale antistante il teatro Trianon, nel popolare quartiere di Forcella, dove nei giorni scorsi una sparatoria ha provocato quattro feriti, tra cui una bambina di 10 anni raggiunta da un proiettile vagante ad un piede. Il sit in è stato promosso dalla rete #UnPopoloinCammino, associazione nata all’indomani della morte di Genny Cesarano, vittima innocente di camorra, e dai comitati cittadini.

Tra gli striscioni esposti durante la manifestazione, anche un cartello critico nei confronti dello scrittore Roberto Saviano (“Saviano magnete n’emozione”). “Una risposta – ha detto Raniero Madonna, di Un Popolo in Cammino – a chi prova a sentenziare sui percorsi anticamorra. La camorra si combatte in strada”. Il presidente della comunità senegalese, Pierre Pereira, ha confermato che i suoi connazionali torneranno nelle strade del quartiere: “La paura – ha detto – non si risolve chiudendosi”.

“I cittadini napoletani e quelli senegalesi – dichiarano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della radiazza – si sono uniti nella lotta ai camorristi davanti a un simbolo della rinascita del quartiere di Forcella il Teatro Trianon che da alcune settimane ha riaperto i battenti. Questa è la migliore risposta alla criminalità ma anche ai razzisti e a coloro che speculano su queste tragedie per motivi politici come i seguaci di Salvini. Non esistono differenze razziali nella lotta alla camorra. Anche in questa occasione ribadiamo l’appello al Sindaco De Magistris e allo scrittore Saviano di tornare a dialogare e a marciare assieme nell’interesse di Napoli e del sud. Per questo non abbiamo condiviso i cartelli critici verso Saviano durante il presidio. Adesso è necessario che tutti a ogni livello favoriscano il confronto e l’unità”.