Marano. Decretato lo stato ufficiale di “deficit strutturale”, ritorna lo spettro del dissesto

Marano.  Decretato lo stato ufficiale di “deficit strutturale”, ritorna lo spettro del dissesto

Marano. Il Comune ritorna di nuovo nello stato di strutturale deficitarietà (cioè di pre-dissesto), poiché sono stati sforati 5 dei 10 “parametri di deficitarietà”, praticamente gli indici che misurano lo stato di salute economico- finanziario di un ente locale. Tutto ciò è emerso dal rendiconto consuntivo 2015, approvato con delibera di giunta del 29 aprile 2016 e pubblicata all’albo pretorio il 3 maggio scorso. Che il Comune fosse sull’orlo del baratro finanziario, lo scrivemmo in un articolo apparso sul nostro sito circa un mese fa, ma, in quell’occasione, fummo criticati proprio dal sindaco Liccardo che parlò di informazione capziosa e fuori luogo.

“Abbiamo amministrato – scrisse in una nota di rettifica – con responsabilità ed oculatezza, pur con un organico sottodimensionato e l’impossibilità di avvalersi di consulenze. Il Comune la cui guida mi accingo a cedere – aggiunse – è sulla via di un pieno risanamento economico”.

Intanto, i numeri dicono il contrario. Lo stato ufficiale di “deficit strutturale” fu decretato per la prima volta nel 2011, in riferimento al rendiconto consuntivo 2010: pure all’epoca i parametri erano deficitari in numero di 5 su 10. Fu conseguenza di una gestione allegra delle finanze, a cominciare dagli ultimi anni di Bertini fino al mandato di Perrotta.

Poi, per l’esercizio 2011, diventarono 4 e, per il consuntivo 2012, scesero addirittura a 2, segno di una grande opera di risanamento messa in atto dal Commissario straordinario dell’epoca, Gabriella Tramonti, ma anche per la capacità di dirigenti e responsabili di settore che si rimboccarono le maniche e lavorarono sodo per far rientrare il Comune nei parametri (almeno 6) che ne attestano la non deficitarietà. Insomma, il Commissario consegnò al sindaco Liccardo un Comune non più in crisi finanziaria, ma in questi re anni, nonostante la volontà di risanare i conti si è ritornati in una fase di allarme. Adesso, spetta di nuovo a un commissario metter mano seriamente al risanamento e alla corretta gestione delle risorse.

di Mimmo Rosiello