Frasi choc in diretta Rai: “Che il Vesuvio si riprenda le case messe là dai napoletani”

Frasi choc in diretta Rai: “Che il Vesuvio si riprenda le case messe là dai napoletani”

“Mi auguro che il Vesuvio si riprenda le case che i napoletani hanno messo là”. La frase choc inneggiante all’eruzione del vulcano napoletano è arrivata in diretta sua Rai 3, durante la trasmissione mattutina Agorà. A pronunciarla è stata Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere delle Sera. In studio si discuteva del problema dell’abusivismo edilizio ed era appena andato in onda un servizio riguardante un borgo costruito sul litorale domitio, a Castel Volturno.

Per la giornalista, dunque, la soluzione al problema delle costruzioni abusive sarebbe collegata alla morte di circa un milione di persone. “Perché certe cose avvengono al Sud e in Lombardia i cittadini non si comportano così”, ha aggiunto la Meli. Inevitabilmente le dichiarazioni stanno scatenando tantissime polemiche, soprattutto sui social network, per quello che viene definito l’ennesimo caso di cosiddetto “Sputtanapoli” trasmesso questa volta addirittura dalla televisione di Stato.

La diretta interessata ha però provato a ridimensionare il caso: “La mia frase era un’iperbole paradossale. – ha poi spiegato la Meli – Si stava parlando dello scempio del territorio che è stato fatto in questo Paese con la complicità della politica e delle diverse amministrazioni locali. L’esempio di cui stavamo discutendo era quello di Castel Volturno, dove il mare ha distrutto le villette costruite sulla spiaggia in spregio a ogni regola. Villette, in molti casi, condonate perché in Italia, è noto, un condono edilizio non si nega mai a nessuno. Ciò che intendevo dire – ha sottolineato la giornalista – è semplice, ma, come spesso accade nei talk show, non ho avuto modo di spiegarmi. Io penso, e questo lo confermo e non lo rinnegherei per niente al mondo, – ha concluso che chi costruisce sulle pendici di un vulcano in attività sa perfettamente che rischio corre“. A quanto pare però il chiarimento non è bastato. Su Facebook e Twitter è bufera.