Cantone: “Don Patriciello non è uno scienziato”. Il prete risponde al presidente dell’Anticorruzione: “Ecco i dati”

Cantone: “Don Patriciello non è uno scienziato”. Il prete risponde al presidente dell’Anticorruzione: “Ecco i dati”

Don Maurizio Patriciello risponde a Raffaele Cantone che dalle pagine del Foglio aveva dichiarato in un’intervista, parlando di Terra dei fuochi, che rispettava il prete impegnato da anni sulle battaglie ambientali, ma che lo stesso non fosse uno scienziato : “Le cose le prendiamo dai dati forniti dall’Istituto Superiore della Sanità. D’altronde neanche lui è uno scienziato, Cantone dovrebbe ricordare di quell’incontro a Giugliano ai Fratelli Maristi, alla presenza mia, quella del vescovo di Aversa e di tanta altra gente, quando ancora non era quello che è adesso disse testuali parole – le cose che sta dicendo Don Maurizio Patriciello noi le stiamo dicendo da anni, ma a noi nessuno ci calcolava –  ed io risposi, adesso che qualcuno ci sta pensando ringranziamo Dio, l’unione fa la forza”.

 

Aggiunge: “Se Cantone ha cambiato idea, io questo non lo so. Lo abbiamo sempre detto che noi non siamo scienziati e neanche lui è uno scienziato, ognuno deve fare la propria parte, gli scienziati devono fare la loro, anche i medici e i politici, e su questo ci sono dei ritardi. Io sono un prete che celebra i funerali , faccio la mia parte tenendo alta l’attenzione però mi pongo la domanda, se basta un prete per confondere le idee ad un’intera nazione non siamo messi bene”

 

“Le notizie del 30 dicembre sono dell’Istituto Superiore di Sanità perchè Cantone parla del prete. Io sono un sacerdote ed anche un giornalista, ed è dovere del giornalista divulgare delle notizie”.

 

Legge testualmente i dati dell’Istituto Superiore della Sanità: “Il presente rapporto include l’aggiornamento della situazione epidemiologica nei 55 Comuni, definiti dalla Legge 6/2014 come “Terra dei Fuochi”, completato nei termini di legge. Il quadro epidemiologico della popolazione in oggetto è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità, dell’incidenza tumorale e dell’ospedalizzazione per diverse patologie, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani. Si osservano in particolare eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e eccessi di tumori del sistema nervoso centrale, questi ultimi anche nella fascia 0-14 anni. L’analisi evidenzia alcuni Comuni nei quali si sono rilevati specifici segnali che richiedono ulteriori e cogenti approfondimenti. Queste osservazioni concorrono a motivare l’implementazione del risanamento ambientale e l’immediata cessazione delle pratiche illegali di smaltimento e combustione dei rifiuti”