25enne sparato a Marano, dettagli choc: lavorava col suocero ed era stato licenziato

25enne sparato a Marano, dettagli choc: lavorava col suocero ed era stato licenziato

Marano. Una relazione d’amore che il suocero non voleva. Una storia contrastata. Ed è per questo che Enrico Pezzella sarebbe stato sparato alla testa. Dalle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Giugliano guidati dal capitano Antonio De Lise emergono nuovi, inquietanti dettagli.

L’inizio della storia e il licenziamento. Enrico Pezzella lavorava presso il girarrosto di Bacioterracino. Lì sarebbe scoccata la scintilla con la figlia del titolare. Un amore combattuto, però. A cui il padre della ragazza si opponeva in tutti i modi, tanto da interpellare anche la famiglia del 25enne perché i due non si frequentassero più. Poi la svolta: Raffaele Bacioterracino licenzia il ragazzo per mettere fine alla relazione nel mese di febbraio e da lì la situazione precipita.

La follia di via Falcone. Il ragazzo dà più volte in escandescenze, si reca sotto casa della ex e reclama di parlare con lei e di incontrarla superando l’opposizione del padre. L’altro ieri accade però la follia. In via Falcone Pezzella si reca insieme ad un amico per soccorrere altri due compagni in panne con l’auto. Raffaele Bacioterracino, stanco delle insistenze del 25enne, spunta dal nulla e si presenta con altre due persone, di cui una armata di mazza e un’altra di pistola, per minacciarlo di farla finita. Enrico viene colpito alla testa con la mazza; poi, nel corso della lite, sarebbe scappato il colpo di pistola che ha ridotto in coma il ragazzo. Non si sa chi avrebbe sparato dei tre aggressori.

Il fermo. Attualmente, Raffaele Bacioterracino è in stato di fermo presso il carcere di Pioggioreale e domani il Gip dovrebbe convalidare il fermo. L’uomo sarebbe scoppiato in lacrime durante l’interrogatorio condotto presso il Comando dei Carabinieri di Giugliano. I militari dell’Arma seguono intanto le tracce degli altri due che erano in sua compagnia quella sera. Due persone che sarebbero stati presenti, che forse avrebbero partecipato attivamente alla lite prima di far perdere le proprie tracce, e che potrebbero fornire elementi utili per risolvere il giallo di via Falcone.