Monica Amato al fidanzato: “Uccidetelo, è una guardia!”. La furia del branco di Melito sul poliziotto

Monica Amato al fidanzato: “Uccidetelo, è una guardia!”. La furia del branco di Melito sul poliziotto

Un vero e proprio branco quello che si è accanito sul poliziotto e sua moglie. Una violenza inaudita, secondo gli investigatori, che si è consumata davanti agli Chalet del lungomare di Mergellina, davanti a decine di persone e agli occhi terrorizzati dei figli della coppia.

L.I., queste le iniziali della vittima, il 26 giugno sta tornando da un matrimonio a bordo di un’Opel Zafira. Una domenica notte calda, di inizio estate. Sul lungomare c’è un ingorgo. L’uomo incontra uno scooter che gli ostacola il passaggio nei pressi dello Chalet “Le Rose”. Invita il conducente del motorino a spostarsi. Inizia uno scontro verbale, che degenera subito in violenza. Uno del branco apre lo sportello della macchina e minaccia il poliziotto con una pistola. L’agente scende e avvia uno colluttazione con il malvivente. A quel punto parte il pestaggio: prima l’accerchiamento da parte di tutti i componenti del branco e poi le botte.

L’uomo delle forze dell’ordine viene colpito ripetutamente col casco da Donato Belardo, 22 anni (nella foto). Belardo è incitato dalle donne: la fidanzata, Monica Amato (nella foto), figlia di Rosaria Pagano, e da Concetta Madonna, moglie di Maurizio Pomo, considerato il capobranco. “Uccidetelo, è una guardia! Uccidetelo“, ripete Monica. La furia si scatena anche sulla moglie del poliziotto, che prova a difendere il marito. Anche la donna viene colpita più volte dai malviventi, che la trascinano fuori dall’abitacolo e la aggrediscono con i caschi protettivi. Il pestaggio si consuma davanti agli occhi dei bambini, entrambi minori, di 9 e 12 anni, sotto choc. “Ti devo uccidere i figli”, gridava uno del branco avventandosi sull’auto e colpendo i vetri posteriori.

L’aggressione si conclude soltanto quando il fidanzato di Monica, Donato Belardo, riesce a strappare l’orologio all’agente delle forze dell’ordine. Un “trofeo” della spedizione punitiva che i malviventi si portano a casa. Dopo quanto accaduto scattano però subito le indagini della Questura di Napoli. Grazie al sistema “cattura targhe” si risale alla proprietà di una delle motociclette: appartiene al titolare di una nota cornetteria melitese, il quale ammette ai poliziotti di aver prestato il “mezzo” a un amico. Il cerchio si stringe, vengono raccolte testimonianze. Decisive saranno le descrizioni fornite dalla vittima. Alla fine si individuano i colpevoli: il branco è partito da Melito, roccaforte degli Amato-Pagano. E ieri scattano le manette per 8 persone.

  • POMO Maurizio, nato a Napoli il 28.09.1974:
  • BELARDO Donato, nato Napoli il 14.11.1995;
  • SAVARESE Davide, nato a Napoli il 17.04.1994;
  • GERVASIO Roberto nato a Napoli il 29.09.1995;
  • TUBELLI Giovanni Raimondo, nato a Pollena Frocchia;
  • AMATO Monica, nata a Napoli il 05.04.1988;
  • POMO Giuseppe. nato a Napoli il 24.01.1994;
  • MADONNA Concetta, nata a Napoli il 9,03.1975