«Non vorrei mai vederti soffrire perché se stai bene tu, sto bene anch’io. Sei tutto per me, sei il bene più prezioso». Parole piene d’amore, affidate ai social, che oggi suonano come una sinistra profezia. A scriverle era stata Ylenia Musella, 22 anni, la giovane accoltellata e uccisa in strada a Napoli, nel rione Conocal di Ponticelli. Il destinatario di quel messaggio era proprio il fratello Giuseppe, 28 anni. Lo stesso che, dopo l’omicidio, ha confessato di averla colpita con un coltello da cucina al termine di una lite.
Ylenia, la vita difficile nel Conocal: la movida, i genitori in galera e l’amore per il fratello che l’ha uccisa
La storia di Ylenia è quella di una ragazza cresciuta in un contesto familiare e sociale segnato da profonde fragilità e dalla criminalità. Il padre è detenuto da anni per omicidio ed è ritenuto un elemento di spicco del clan Casella-Circone, attivo nella zona di Napoli Est. Anche la madre si trova attualmente in carcere ed è nota alle forze dell’ordine per precedenti legati alla droga. Lei stessa, in passato, aveva avuto problemi giudiziari per una truffa ai danni di anziani.

In questo scenario difficile, Ylenia aveva sviluppato un legame fortissimo con il fratello Giuseppe, diventato per lei un punto di riferimento affettivo. Tuttavia, secondo quanto raccontano alcuni residenti del quartiere, negli ultimi tempi tra i due non mancavano tensioni e litigi, segnali di un equilibrio fragile che si è tragicamente spezzato.
Oggi di Ylenia restano soprattutto le immagini e le parole lasciate sui social. L’amore per il ballo, le storie di un weekend trascorso in Puglia il 31 gennaio e di una serata del dj internazionale Joseph Capriati a Castellaneta. Il ritorno infine a Ponticelli, dove la aspettava il fratello, quello che si sarebbe trasformato, a sua insaputa, nel suo carnefice. Dolore e incredulità tra le amiche che scrivono sui social: “Avevamo una vita davanti”. Una tragedia senza un movente chiaro, che lascia l’ennesima ferita nel cuore del rione Conocal.






