“Una volta all’esterno dello stadio ci siamo ritrovati nella cosiddetta zona Fiat. Io mi sono fermato di fronte a un tifoso del Portici, che mi ha puntato un coltello al viso. Mi sono ricordato che in quella zona c’era una mazza con la punta ferrata, gliel’ho data in testa. Poi l’ho lasciata lì, dove c’è la scuola Pitagora”.
Questo uno stralcio della versione resa ai Carabinieri da Emanuele Alfano, 19 anni, uno degli otto indagati per l’aggressione al tifoso del Portici Mario Spedaliere, preso a bastonate dopo la partita di Eccellenza tra Puteolana e Portici disputata il 25 ottobre allo stadio Domenico Conte di Arco Felice. Lo riporta Il Mattino.
Tifoso in fin di vita, parla l’aggressore di Mario: “Ho sferrato un colpo con una mazza”
L’aggressore, attualmente ai domiciliari, è indagato per rissa e lesioni gravissime. La sua confessione dovrà essere vagliata dagli inquirenti, al momento non risulta che Spedaliere avesse un coltello. Stando sempre a quanto riporta il quotidiano partenopeo, lo stesso reo confesso avrebbe condotto i carabinieri sul luogo dove è avvenuto l’episodio per far rinvenire l’arma con cui ha colpito il tifoso del Portici.
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La svolta nelle indagini: otto indagati
I Carabinieri hanno arrestato otto sostenitori della squadra locale, tra cui cinque maggiorenni e tre minorenni. Tra loro c’è anche il già citato Emanuele Alfano, classe 2007. I militari hanno eseguito quattro arresti in flagranza differita nei confronti di altrettanti sostenitori della formazione puteolana. Le accuse contestate, a vario titolo, sono quelle di rissa aggravata e lesioni gravissime.
Per quanto riguarda Alfano, non è stato condotto in carcere in quanto ritenuto incompatibile con il regime carcerario. Gli altri tre arrestati, accusati di rissa aggravata, sono Emanuele B., nato nel 2007, Giovanni P., classe 2008, e Aniello G., nato nel 2009.
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Claudio Siracusa, magistrato impegnato nel pool specializzato nei reati da stadio. Alle attività investigative partecipano anche gli agenti del commissariato di Pozzuoli e della Digos, diretta dal primo dirigente Walter Dian.






