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Rissa a Montesanto, restano in carcere l’uomo armato di kalash e quello che ha sparato

Rissa a Montesanto, restano in carcere l’uomo armato di kalash e quello che ha sparato

Restano in carcere Giuseppe Triuolo ed Emanuele Iaccarino, i due uomini ritenuti coinvolti nella violenta rissa scoppiata il 29 giugno in piazzetta Montesanto, nel centro storico di Napoli, culminata con l’esplosione di colpi di pistola e l’esibizione di un kalashnikov tra la folla. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo nei loro confronti.

Si è svolta anche l’udienza di convalida per Arianna Rossetti, sottoposta agli arresti domiciliari con l’accusa di aver nascosto una pistola nell’auto di Triuolo. L’esito della decisione del gip non è stato ancora reso noto.

Spari e Kalashnikov in piazza Montesanto: chi sono gli indagati

Secondo gli investigatori, Giuseppe Triuolo sarebbe l’uomo ripreso mentre esplode alcuni colpi di pistola in aria durante la rissa, mentre Emanuele Iaccarino sarebbe colui che, poco dopo, è tornato in piazza armato di un fucile mitragliatore AK-47 Kalashnikov, seminando il panico tra le persone presenti. I tre indagati apparterrebbero allo stesso gruppo. Triuolo, inoltre, sarebbe legato sentimentalmente alla sorellastra di Iaccarino.

Pronti a lasciare l’Italia

Le indagini hanno fatto emergere che gli indagati sarebbero stati in procinto di lasciare il Paese. Gli investigatori hanno infatti accertato l’acquisto di un biglietto per l’estero, la richiesta del passaporto e il ritrovamento di bagagli già pronti. Questi elementi hanno contribuito a rafforzare la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura.

Lite per gelosia o affari illeciti?

Proseguono intanto gli accertamenti sul movente della rissa. Dai primi elementi raccolti, anche attraverso i video e i contenuti pubblicati sui social network da persone vicine agli indagati, il violento litigio sarebbe nato da una vicenda sentimentale legata a presunti tradimenti.

Gli investigatori, però, non escludono che quella possa essere soltanto una spiegazione di facciata. Tra le ipotesi al vaglio c’è infatti anche quella di contrasti per la gestione e la spartizione dei proventi di attività illecite.

La ricostruzione della rissa

Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe degenerato in pochi istanti. La lite sarebbe iniziata con il lancio di sedie, caschi e cassonetti, fino a trasformarsi in una vera e propria escalation di violenza.

Le immagini registrate dalle telecamere e dai telefoni dei presenti mostrerebbero Triuolo mentre recupera una pistola dall’interno di un’auto e spara in aria. Poco dopo, Iaccarino sarebbe arrivato impugnando il kalashnikov, aggirandosi armato tra la folla mentre alcune persone tentavano di calmarlo.

Secondo gli inquirenti, la pistola utilizzata da Triuolo sarebbe stata inizialmente nelle disponibilità di Iaccarino. Arianna Rossetti, compagna di quest’ultimo, l’avrebbe nascosta nell’automobile, dalla quale Triuolo l’avrebbe poi recuperata prima di esplodere i colpi.

Arrestato anche un presunto appartenente al gruppo rivale

Nel corso delle attività investigative è stato arrestato anche Giuseppe Calvanese, residente in un appartamento affacciato proprio sulla piazzetta. Secondo gli investigatori avrebbe partecipato alla rissa come appartenente al gruppo rivale. Durante la perquisizione nella sua abitazione è stata trovata una pistola calibro 9 con matricola abrasa.

L’uomo avrebbe dichiarato di aver trovato l’arma per strada e di averla portata a casa con l’intenzione di rivenderla. Il suo arresto, limitatamente al reato di detenzione dell’arma clandestina, era già stato convalidato nei giorni scorsi.

Le indagini della Squadra Mobile e della Direzione Distrettuale Antimafia proseguono per identificare tutti i partecipanti alla rissa e chiarire il reale movente dell’episodio.

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