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Dal mese di giugno i militari dell’Arma sono impegnati in una campagna di controllo e verifica sulla legittimità della percezione del reddito di cittadinanza che ha visto impegnati tutti i reparti territoriali, del Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro con la collaborazione dell’I.N.P.S. Dalle verifiche effettuate sono emerse molteplici irregolarità che hanno portato ad arresti e denunce in varie parti del territorio.

Tra i ‘furbetti’ del reddito di cittadinanza anche camorristi e familiari, parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori e lavoratori irregolari. Sono oltre 5 i milioni di euro sottratti indebitamente allo Stato dai 2441 soggetti individuati dai carabinieri.

Tra i denunciati la maggioranza è italiana. Dei 716 segnalati alle Procure sono 673 i connazionali richiedenti mentre solo 43 gli stranieri: 394 gli uomini, 322 le donne.

Reddito di cittadinanza ai camorristi e rapinatori

Tra i beneficiari del reddito di cittadinanza si leggono nomi di appartenenti al gruppo camorristico dei “Cifrone”, imputati per estorsione e rapina. Tre dei “Balzano”, imputati di associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione, detenzione abusiva di armi. E ancora due spacciatori, un rapinatore e un uomo arrestato per detenzione di arma comune da sparo. Tutti in manette tra i quartieri di Marianella e Vomero aggiungevano ai profitti illeciti anche quelli garantiti dallo Stato come supporto contro l’indigenza.

10 gli affiliati al clan Grimaldi /Vanella Grassi che, arrestati durante l’operazione “Cupola” del 2020 per associazione per delinquere di stampo mafioso, percepivano il reddito di cittadinanza. Reddito governativo anche per 6 napoletani coinvolti in truffe agli anziani in Lombardia e recentemente finiti nelle maglie della giustizia. Risiedono in città nella zona delle “Case Nuove”, Secondigliano, Forcella e in provincia nei comuni di Mugnano e Aversa.

Fece scalpore nel maggio scorso l’arresto di uno scippatore che, sotto le telecamere del comando stazione di Napoli Capodimonte, strappò la borsa ad una diciottenne che passeggiava con un’amica. Anche lui era percettore di reddito di cittadinanza e anche lui ha dovuto rinunciare al beneficio.

Ancora in città, nel quartiere Chiaiano, arrotondavano lo stipendio la commessa di un negozio di casalinghi e due baristi. Tutti assunti ovviamente “in nero”. Così un carrozziere del rione Don Guanella e una donna che ogni mattina apriva il suo chioschetto ai Camaldoli per vendere sigarette di contrabbando.

Lavoro chirurgico quello dei militari del Nucleo Investigativo di Napoli che hanno indicizzato i percettori in base ai reati commessi. Tre le macro-categorie prese in esame: i nuclei familiari di persone con precedenti di polizia per truffa, per rapina e quelli che al loro interno annoverano soggetti destinatari di misure cautelari personali.

Sussidio ai rom di Giugliano e lavoratori in nero

Una donna di origini rom ha sottoscritto la domanda per ottenere il reddito senza specificare che nel suo nucleo familiare vi fosse il marito, ricercato dal 2016 con 2 ordinanze di custodia cautelare pendenti e catturato lo scorso agosto dagli stessi Carabinieri che le hanno fatto revocare il beneficio.

Ancora a Giugliano dei 102 lavoratori impiegati in 10 differenti opifici e tomaifici, 68 erano “in nero” e 25 percepivano anche il reddito di cittadinanza.

80 le persone denunciate nell’area maranese (Marano, Mugnano di Napoli, Villaricca, Calvizzano e Melito di Napoli), 25 le figure di spicco della criminalità organizzata locale che rientrano nel novero dei percettori illeciti del RdC. Familiari di affiliati ai clan Nuvoletta, Orlando, Polverino, Amato-Pagano e De Rosa – Pianese che sono riusciti a ricevere il sussidio del Governo senza averne titolo.

Troviamo la moglie di affiliato dei “Polverino”, la moglie del nipote del capo clan dei “Polverino”. La madre di un affiliato agli “Amato Pagano” e il fratello di un esponente dei Nuvoletta.

Anche il figlio di uno degli elementi di spicco del clan “Nuvoletta” è riuscito ad ottenere 6500 euro con il rdc. E così la nipote di un elemento apicale del clan “Orlando”, ora detenuto: per lei oltre 19.000 euro in benefit ottenuti illecitamente.

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