messa mare crotone

Le foto e il video del parroco che celebra messa in mare stanno facendo il giro del web e scatenando centinaia di reazioni. Parliamo del sacerdote che ha celebrato in acqua con un materassino come altare.

E’ accaduto domenica ad Alfieri,  una delle spiagge più suggestive della provincia di Crotone dove il prete e i suoi ragazzi erano per un campo estivo di Libera.

Messa in mezzo al mare

Don Mattia Bernasconi, viceparroco della pastorale per i giovani della parrocchia di San Luigi Gonzaga, ha scatenato però non poche polemiche. Il sacerdote ha spiegato che aveva intenzione di celebrare la messa all’interno della pineta ma trovandola occupata (e dato che faceva molto caldo) ha lanciato l’idea di celebrare direttamente in mare. E così ha preso un materassino, lo ha posizionato a pochi metri dalla riva e ha iniziato a celebrare. “È stato bellissimo, anche se ci siamo scottati”, ha detto Bernasconi.

Alcuni bagnanti, straniti da cosa stava accadendo, hanno iniziato a scattare foto e fare video che sono finiti sui social. La curia di Crotone è intervenuta sul caso: “Questi giovani hanno arricchito con la loro presenza la nostra terra e hanno vissuto un momento di crescita che inciderà anche nei luoghi della loro vita quotidiana. Prendendo spunto da questo episodio, però, è necessario ricordare che la celebrazione eucaristica e, in generale, la celebrazione dei sacramenti possiede un suo linguaggio particolare, fatto di gesti e simboli che, da parte dei cristiani e particolarmente dei ministri ordinati, è giusto rispettare e valorizzare, senza rinunciarvi con troppa superficialità. In alcuni casi particolari, in occasione di ritiri, campi scuola, nei luoghi di vacanza è anche possibile celebrare la Messa fuori dalla chiesa. Bisogna sempre, però, prendere contatti con i responsabili ecclesiali del luogo dove ci si trova, per consigliarsi sul modo più opportuno di realizzare una celebrazione eucaristica di questo genere. Soprattutto è necessario mantenere quel minimo di decoro e di attenzione ai simboli richiesti dalla natura stesse delle celebrazioni liturgiche”.

Tra gli utenti c’è chi ha puntato il dito sul fatto che il luogo non fosse consacrato, chi sulle modalità di altare, chi ancora sull’abbigliamento sconveniente del sacerdote.

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