L’ex sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, appena rieletto in consiglio ed esponente del Partito Democratico, è indagato per concussione e peculato. Secondo gli inquirenti, Figliolia avrebbe consegnato a una donna buoni spesa Covid-19 in cambio di rapporti sessuali, che sarebbero stati consumati proprio nel suo ufficio al Municipio del Rione Toiano.

Pozzuoli, indagato l’ex sindaco Figliolia: “Bonus spesa in cambio di incontri hot in Municipio”

Repubblica spiega che la circostanza emerge dagli atti depositati all’udienza di Riesame che si è celebrata ieri dopo le perquisizioni disposte alla fine di aprile.

I pm Stefano Capuano e Immacolata Sica hanno deciso di aprire un altro fascicolo rispetto al filone principale d’indagine per i reati di turbativa d’asta e corruzione relativi agli appalti per il Rione Terra.

Gli elementi di prova raccolti a carico di Figliolia sono le registrazioni delle microspie e delle telecamere nascoste in Comune dagli investigatori della squadra mobile, che conducono le indagini insieme alla Guardia di Finanza.

L’inchiesta sugli appalti

L’altra inchiesta nella quale l’ex primo cittadino puteolano è coinvolto è quella che riguarda gli appalti per la riqualificazione del Rione Terra, sgomberato a causa del bradisismo nel 1970 e restaurato di recente. Lo scorso aprile, la Procura di Napoli ordinò perquisizioni negli uffici comunali e nell’abitazione di Figliolia. Secondo l’accusa, l’ex primo cittadino avrebbe ricevuto denaro e la promessa di posti di lavoro per favorire la società che si è poi aggiudicata l’appalto.

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